Pasqua 2026: mons. Prastaro (Asti), “chiede di scegliere se vivere secondo la logica del mondo – fatta di contrapposizioni, armi e dominazioni – oppure lasciarci trasformare dal Vangelo della pace”

“La Pasqua, questa Pasqua, ci chiede di scegliere se vivere secondo la logica del mondo – fatta di contrapposizioni, armi e dominazioni – oppure lasciarci trasformare dal Vangelo della pace”. Lo afferma il vescovo di Asti, mons. Marco Prastaro, nel messaggio di auguri pasquali alla comunità diocesana.
“L’alleluia pasquale, che anche quest’anno con gioia canteremo, si confonde con il grido di un mondo sofferente, attraversato da un’ondata di violenza insensata, con 46 conflitti attivi. In 76 Paesi del mondo bambini, anziani, famiglie vivono nell’incertezza e nella paura lottando ogni giorno per sopravvivere fra le macerie causate delle bombe, segno di un futuro pieno di oscurità”, osserva il presule, aggiungendo che “nonostante ciò, con l’ostinazione di un Dio che sempre apre vie nuove di vita e di speranza, risuona il canto dell’alleluia, l’annuncio della risurrezione: Gesù era morto, ma le donne lo hanno incontrato vivo fuori dal sepolcro!”.
“La guerra – ammonisce mons. Prastaro – è una sconfitta dell’umanità, non possiamo assuefarci ad essa e abituarci alle notizie di morte, né fare nostro il linguaggio che la giustifica o la banalizza. Papa Francesco amava ricordare che ‘la pace è un’opera artigianale’: nasce da scelte quotidiane, da cuori disarmati, da persone che costruiscono ponti invece di innalzare muri. Allo stesso modo Papa Leone XIV ci ricorda che ‘la pace non nasce dalla forza dei potenti, ma dal coraggio dei giusti’. Mentre vediamo come l’uso della forza generi solo morte e distruzione per tutta l’umanità, ci rendiamo conto che il coraggio vero – quello del dialogo, del rispetto, del perdono – rimane l’unica via che salva”. “Il Risorto – prosegue il vescovo – ci sprona a non cedere allo scoraggiamento, a non piegarci alla prepotenza del male, a non aver paura di stare nelle ferite del mondo per essere consolazione e speranza. Non ci chiede di risolvere da soli i conflitti, ma di non diventare complici della violenza, di essere testimoni della speranza possibile anche dove tutto sembra perduto. L’invito del Risorto è a togliere forza alla violenza con il rispetto della dignità dell’altro e con la mitezza, a risolvere le divisioni con il perdono, a superare le incomprensioni con il dialogo”. “La forza della risurrezione di Cristo sprona ciascuno di noi a trovare gesti concreti di pace e di speranza da vivere nel quotidiano”, conclude mons. Prastaro richiamando le parole con cui Papa Leone XIV ha iniziato il suo ministero: “La pace sia con voi! Questa è la pace del Cristo Risorto, una pace disarmata e una pace disarmante, umile e perseverante. Proviene da Dio, Dio che ci ama tutti incondizionatamente”.

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