Pasqua 2026: mons. Neri (Otranto), “introduciamo l’eternità nel tempo, mediante l’amore”

“Che cosa cerchiamo veramente, quando ci ribelliamo all’offesa della morte?”. Se lo chiede l’arcivescovo di Otranto, mons. Francesco Neri, nella lettera ai fedeli per la Pasqua. Questo, spiega, è “ciò che desideriamo con tutto il cuore: l’incontro e la comunione piena con Dio, e in ciò consiste la vita eterna. Mediante la risurrezione, ci è stata dischiusa la strada per l’eternità, la morte non ha più l’ultima parola e diventa un passaggio, che ci introduce alla vita di Dio. Perciò il cristiano non dovrebbe più avere paura della morte, come san Francesco, il quale nel Cantico delle creature riesce addirittura a chiamarla ‘sorella’”.
Nella rivelazione biblica, “la vita è un attributo essenziale di Dio”. E “l’incontro col Padre, e quindi l’accesso alla vita eterna”, è “mediato da Gesù”. Il presule avverte: “La vita eterna sarà piena e sicura nel cielo, ma deve iniziare sulla terra. E in ogni gesto, spazio, tempo in cui l’uomo sceglie l’amore, la vita eterna si fa presente. La vita eterna inizia con la vita nuova del credente”.
Mons. Neri spiega: “La ‘vita del mondo che verrà’, che nel Simbolo proclamiamo di attendere, è già qui nell’amore. Se Gesù non è risorto e il cielo non esiste, allora si scatenano l’angoscia e la concupiscenza, e la terra diventa ‘l’aiuola che ci fa tanto feroci’ (Paradiso XXII, 151)”. Purtroppo, aggiunge, “oggi questa sembra la legge che domina in prevalenza i capi delle nazioni. La guerra e la corsa al riarmo, la distruzione della vita, la violenza sui fragili, l’incuranza verso le vittime, l’ignoranza dei diritti umani, la semina della menzogna, e altri mezzi diabolici per arrivare al potere, riempiono quotidianamente i notiziari”.
Per quanto dipende da noi cristiani, l’invito, “facciamoci strumenti di pace e di compassione, di accoglienza e di solidarietà. Introduciamo l’eternità nel tempo, mediante l’amore. Collaboriamo con la risurrezione di Cristo, prendendo a programma del nostro impegno locale e globale la Preghiera semplice attribuita a san Francesco. Oh Signore, fa’ di me uno strumento della tua pace! Dove è odio, fa’ ch’io porti amore. Dove è offesa, ch’io porti il perdono. Dove è discordia, ch’io porti la fede. Dove è l’errore, ch’io porti la verità. Dove è la disperazione, ch’io porti la speranza. Dove è tristezza, ch’io porti la gioia. Dove sono le tenebre, ch’io porti la luce. Oh Maestro, fa’ che io non cerchi tanto di essere compreso, quanto di comprendere; di essere amato, quanto di amare. Poiché è dando che si riceve, perdonando che si è perdonati, morendo che si risuscita a vita eterna”.

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