Pasqua 2026: mons. Lovignana (Aosta), “scegliamo sempre la mitezza e rifiutiamo ogni forma di violenza”

“Guardiamo a Gesù e imitiamolo: ‘Imparate da me, che sono mite e umile di cuore’ (Mt 11, 29). Scegliamo sempre la mitezza e rifiutiamo ogni forma di violenza! Lasciamo che la forza della Pasqua prenda forma nelle nostre relazioni quotidiane”. È l’esortazione che il vescovo di Aosta, mons. Franco Lovignana, rivolge alla comunità diocesana nel messaggio di auguri pasquali.
“In questa Pasqua, segnata da tanta violenza, da guerre che si moltiplicano, moltiplicando stragi di innocenti e inaudite sofferenze, vorrei suggerire a me e a quanti accoglieranno il mio messaggio di fare attenzione a Gesù che si consegna inerme ai suoi aguzzini”, spiega il presule. “Leggendo, Domenica delle Palme, la Passione di Matteo, abbiamo colto – prosegue il vescovo – un particolare conservato dall’evangelista, le parole rivolte da Gesù al discepolo che vuole difenderlo con la spada: ‘Rimetti la tua spada al suo posto… O credi che io non possa pregare il Padre mio, che metterebbe subito a mia disposizione più di dodici legioni di angeli? Ma allora come si compirebbero le Scritture, secondo le quali così deve avvenire?’ (Mt 26, 52-54)”. Mons. Lovignana riporta le parole di commento pronunciate da Papa Leone XIV: “Non si è armato, non si è difeso, non ha combattuto nessuna guerra. Ha manifestato il volto mite di Dio, che sempre rifiuta la violenza, e invece di salvare sé stesso si è lasciato inchiodare alla croce […] questo è il nostro Dio: Gesù, Re della pace. Un Dio che rifiuta la guerra, che nessuno può usare per giustificare la guerra, che non ascolta la preghiera di chi fa la guerra”. “Non abbiamo in mano le leve del potere ma – ammonisce il vescovo – possiamo immettere nella cultura presente e futura gli anticorpi necessari per sconfiggere un modo di pensare e parlare impudente e violento che genera mostri! Non abbiamo in mano le leve del potere, ma possiamo rimetterci a Dio al quale ‘tutto è possibile’ (Mt 19, 26)”. “L’impegno a vivere la mitezza – conclude mons. Lovignana – si accompagni alla supplica insistente e fiduciosa verso il Signore che è ‘misericordioso e pietoso… lento all’ira e grande nell’amore’ (Sal 103 [102], 8-9). Fare personalmente esperienza della misericordia di Dio, che sempre perdona i nostri peccati, ci apre alla benevolenza verso gli altri e a opere di pace”.

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