“La Pasqua di Cristo sconfigga il male, lavi le colpe, restituisca l’innocenza ai peccatori, la gioia agli afflitti. Dissipi l’odio, pieghi la durezza dei potenti, promuova la concordia e la pace. Sorga per il nostro vecchio mondo in frantumi, l’alba di una nuova risurrezione!”. Si conclude con questa invocazione il messaggio che l’arcivescovo di Brindisi-Ostuni, mons. Giovanni Intini, rivolge alla comunità diocesana per le festività pasquali.
“Quanto desiderio di cose nuove c’è nell’umanità!”, osserva il presule, domandando: “Potranno esserci cose nuove senza che noi ci accorgiamo della cosa nuova che Dio ha operato nella storia umana e sempre rinnova?”. “La cosa nuova operata da Dio, è la Pasqua di Cristo: vera rivoluzione del senso della storia umana”, prosegue mons. Intini, aggiungendo che “non sono i potenti, gli arroganti, i malvagi a vincere e a governare la terra”. “Vince il seme caduto in terra, che muore nel dono generoso di sé stesso e risorge in albero profumato di vita alla cui ombra gli uomini e le donne di buona volontà si raccolgono per disegnare la civiltà dell’amore”. Per l’arcivescovo, “il sepolcro vuoto, vero laboratorio di relazioni nuove, rigenerate da Cristo Risorto diventa icona dell’antica e sempre nuova aspirazione umana alla speranza, alla pace e alla fratellanza universale”. La parte finale del messaggio è quasi una preghiera: “Torni ancora, Signore, un’impetuosa Pentecoste e irrompa sulla faccia della terra il soffio vitale dello Spirito: disarmi la mano dei violenti e dei potenti; riapra i tavoli del dialogo, dell’incontro, del confronto; restituisca dignità ai poveri, a chi non ha voce, agli umiliati e maltrattati; asciughi le lacrime dei bambini e restituisca loro un futuro di dignità; incoraggi il genio femminile a dare un grembo generativo al nostro vecchio mondo sterile; estingua la sete di pace dell’umanità; orienti le relazioni internazionali al diritto, alla giustizia, alla verità, nel rispetto della dignità umana”.