Messa crismale: mons. Brugnotto (Vicenza), “il potere crocifisso di Gesù è profezia da offrire all’umanità lacerata da guerre e divisioni”

(Foto Piero Baraldo per la diocesi di Vicenza)

A Gerusalemme “Gesù esercitò il ‘potere crocifisso’ fino alla risurrezione e all’invio dello Spirito Santo”. Lo ha detto il vescovo di Vicenza, mons. Giuliano Brugnotto, nella Messa crismale, celebrata oggi in cattedrale. “Si potrebbe dire che il potere è evangelico quando accetta il limite. Il potere di Gesù era legato al potere del Padre per il bene dell’intera umanità quando non lo si accetta così diventa diabolico.
Nel nostro ministero il potere senza limite è corrotto spiritualmente e corrompe anche la Chiesa”, ha spiegato il presule, evidenziando che “un ministero che accentra tutto non è più forte, al contrario è più fragile. Un ministero vissuto in solitaria non è più libero, solitamente è più esposto all’arbitrio. Un pastore che non condivide non è più autorevole, anzi impoverisce sé e gli altri”.
Parlando dei limiti dell’esercizio del potere pastorale del presbitero pastore, mons. Brugnotto ne ha individuati alcuni: il primo “limite/legame” è “Cristo e il suo Vangelo”; il secondo “l’insegnamento della Chiesa con il suo magistero”; il terzo “è dato dalle scelte maturate nel cammino diocesano e confermate dal vescovo”; il quarto è “quello posto dalla presenza reale degli altri nelle comunità che ci sono affidate. Penso ad esempio al serio ascolto del sensus fidei del popolo di Dio, agli organismi di partecipazione, ai gruppi ministeriali, alle forme di corresponsabilità, alle associazioni ecclesiali”.
Il vescovo ha chiarito: “Il potere pastorale del ministro è evangelico quando si lascia abitare da presenze che lo interpellano, lo aiutano, lo correggono, lo rendono meno autoreferenziale. Non sono un intralcio all’autorità; sono una sua condizione di maturazione. Non sono una concessione democratica estrinseca al ministero della Chiesa; sono uno spazio in cui lo Spirito parla attraverso la varietà dei doni”.
Non solo: “L’autorità non basta riceverla sacramentalmente; bisogna anche imparare a esercitarla evangelicamente. E questo chiede continua conversione, disponibilità e intelligenza relazionale, capacità di ascolto, pazienza, attitudine a lavorare insieme”.
Talvolta “si teme che l’accoglienza del parere della maggioranza di un organismo indebolisca il ministero del pastore. Non è così, se il processo resta ecclesiale e spiritualmente vigilante”. Accogliere il parere prevalente maturato seriamente negli organismi di partecipazione e di corresponsabilità “non significa rinunciare alla responsabilità propria; significa, forse, esercitarla in modo più evangelico, più umile, più ecclesiale. In molti casi è proprio questo ascolto a rendere il potere generativo, perché lo libera dalla solitudine e lo apre alla sapienza del corpo ecclesiale”.
Riprendendo il teologo Olivier Clement che ha definito il potere esercitato da Gesù “potere crocifisso” in relazione alla sua passione morte e risurrezione, mons. Brugnotto ha concluso: “Questo potere umile e mite è scandalo per il mondo di oggi. Per noi è profezia da offrire all’umanità lacerata da guerre e divisioni”.

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