“Davanti a un’umanità in ginocchio per molti esempi di brutalità, inginocchiamoci anche noi come fratelli e sorelle degli oppressi”. È l’invito del Papa, nell’omelia della messa In Coena Domini, presieduta nella basilica di San Giovanni in Laterano. “L’esempio dato da Gesù non può essere imitato per convenienza, di malavoglia o con ipocrisia, ma solo per amore”, ha spiegato Leone XIV: “Lasciarci servire dal Signore è e condizione per servire come ha fatto lui. Lavando la nostra carne, Gesù purifica la nostra anima. In Lui, Dio ha dato esempio non di come si domina, ma di come si libera; di come si dona la vita, non di come la si distrugge”. “E’ così che vogliamo seguire l’esempio del Signore”, ha assicurato il Pontefice: “Rinnovando i gesti e le parole del Signore, proprio questa sera facciamo memoria dell’istituzione dell’Eucaristia e dell’Ordine sacro. L’intrinseco legame tra i due Sacramenti rappresenta la perfetta donazione di Gesù, sommo Sacerdote ed Eucaristia vivente in eterno”. “Nei vescovi e nei presbiteri, costituiti sacerdoti della nuova Alleanza secondo il comando del Signore, sta il segno della sua carità verso tutto il popolo di Dio, che siamo chiamati a servire, amati confratelli, con tutto noi stessi”, le parole rivolte ai suoi confratelli: “Il Giovedì Santo è perciò giorno di ardente gratitudine e di fraternità autentica. L’adorazione eucaristica di questa sera, in ogni parrocchia e comunità, sia tempo per contemplare il gesto di Gesù, mettendoci in ginocchio come ha fatto lui, e chiedendo la forza di imitarlo nel servizio con lo stesso amore”.