Leone XIV: messa crismale, “essere mandati comporta un distacco”

“Nell’ora della Pasqua, diventa definitivamente chiaro che Dio consacra per inviare”. Lo ha spiegato il Papa nell’omelia della messa crismale, presieduta nella basilica di San Pietro. “Mi ha mandato, dice Gesù, descrivendo quel movimento che lega il suo Corpo ai poveri, ai prigionieri, a chi brancola nel buio e a chi si trova oppresso”, ha ricordato Leone XIV: “E noi, membra del suo Corpo, chiamiamo apostolica una Chiesa inviata, sospinta oltre sé stessa, consacrata a Dio nel servizio delle sue creature”. “Sappiamo che essere mandati comporta, per prima cosa, un distacco, ovvero il rischio di lasciare ciò che è familiare e certo, per inoltrarsi nel nuovo”, ha sottolineato il Pontefice: “dopo il battesimo nel Giordano, Gesù ritorna in Galilea e lascia Nazaret, il luogo dove era cresciuto, “per inaugurare un tempo nuovo”: “Dovrà ora partire definitivamente da quel villaggio, affinché maturi ciò che vi è germogliato, sabato dopo sabato, nell’ascolto fedele della Parola di Dio. Ugualmente chiamerà altri a partire, a rischiare, perché nessun luogo diventi un recinto, nessuna identità una tana”.

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