“Si può dire che la formazione permanente è tale perché è data dall’azione permanente dello Spirito in noi”. Lo ha detto mons. Stefano Manetti, vescovo di Fiesole, nell’omelia della messa crismale celebrata stamani, rivolgendo ai sacerdoti della diocesi un invito forte a mettere la formazione permanente al centro della propria vita. Partendo dalle parole evangeliche “Lo Spirito del Signore è su di me”, il presule ha distinto tra una formazione “ausiliaria”, fatta di corsi e incontri, e una formazione “ordinaria”, che si realizza ogni giorno nel ministero, nelle relazioni, nelle fatiche e anche nelle crisi. In questo contesto ha indicato nella “docibilità” – la capacità attiva di imparare dalla realtà – l’atteggiamento fondamentale del sacerdote. Mons. Manetti ha sottolineato anche la dimensione comunitaria: “Non si può immaginare una formazione in solitario”, evidenziando il valore della fraternità presbiterale come luogo di crescita e sostegno reciproco. Al centro del percorso formativo resta il cuore: la formazione del presbitero è anzitutto formazione affettiva, fondata su “due certezze decisive – essere amati da sempre e poter amare per sempre – che rendono possibile una libertà affettiva capace di donarsi senza calcoli”. Infine, il vescovo ha indicato nella compassione il tratto distintivo dell’identità sacerdotale: “È il sentimento che più di ogni altro rivela il cuore di Dio”.