Autismo: Di Raimondo (Asstel), “l’obiettivo prioritario non era creare un patrimonio esclusivo, ma costruire un protocollo e un modello replicabile”

“Assumersi l’onere di lavorare con costanza, ogni giorno dell’anno, è una sfida che abbiamo accolto concretamente negli ultimi tre anni. Insieme ai direttori del personale e alle imprese, ci siamo impegnati per far accadere le cose, assumendoci la responsabilità di prenderci cura di un progetto nato per colmare il profondo divario nelle competenze digitali e Stem che affligge il nostro Paese”. Lo ha detto Laura Di Raimondo, direttore generale di Assotelecomunicazioni (Asstel), che riunisce le imprese delle telecomunicazioni, durante la presentazione nella sede dell’Università Luiss del progetto “Cervelli ribelli at work”, volto a inserire le persone con autismo nel mondo del lavoro, promosso dalla Fondazione cervelli ribelli e dalla stessa Asstel. “Come associazione, il nostro lavoro si concentra sull’orientamento dei giovani per costruire percorsi professionali di ampio respiro e di solida qualità, rendendo queste opportunità accessibili a tutti, inclusi coloro che, per ragioni culturali o familiari, restano spesso ai margini del mercato del lavoro.
L’obiettivo prioritario non era creare un patrimonio esclusivo, ma costruire un protocollo e un modello replicabile. Non intendiamo operare come un’agenzia di collocamento di massa, quanto piuttosto come un laboratorio capace di generare soluzioni scalabili e produttive, esportabili in altre realtà aziendali. In questi tre anni abbiamo scelto la strada del lavoro silenzioso e perseverante, un approccio forse poco di moda ma necessario, convinti che i risultati vadano raccontati solo quando sono stati effettivamente raggiunti. Abbiamo costruito un percorso di supporto costante con le aziende, intervenendo nelle criticità e valorizzando il ruolo fondamentale di chi, quotidianamente, affianca i ragazzi nei loro inserimenti lavorativi”.

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