Nuovi martiri: card. Gugerotti (Santa Sede), “il cristiano è vittima, mai carnefice, anche se nella storia spesso è avvenuto il contrario”

“Tanti usano il nome di Dio, per mostrare la propria onnipotenza, e vogliono impossessarsi dei metodi che immaginano siano di Dio: la forza, il potere, i soldi. L’unica cosa che Gesù ha detto che è incompatibile con Dio”. Lo ha detto ieri sera il card. Claudio Gugerotti, prefetto del Dicastero per le Chiese orientali, durante la veglia di preghiera ecumenica in memoria dei cristiani che, nei nostri tempi, sono uccisi o subiscono persecuzioni, discriminazioni, privazione della libertà religiosa. “Il cristiano – ha detto il porporato – è vittima, mai carnefice, anche se nella storia spesso è avvenuto il contrario. La nostra salvezza è un dono gratuito. Per questo, come ha affermato papa Leone XIV, la guerra è una bestemmia”. I cristiani – ha spiegato il card. Gugerotti – non devono mai cercare la vittoria eliminando gli avversarsi con la violenza. “Quando contempliamo i martiri, questi sacrifici umani che il potere assetato di sangue pretende – ha concluso – vediamo un sacramento eloquente, drammatico e salvifico della volontà di Dio che ci vuole salvi nell’amore”. Prima della celebrazione il prefetto del Dicastero per le Chiese orientali ha venerato una reliquia del beato Floribert Bwana Chui: la giacca che indossava il giorno del martirio esposta in una cappella della basilica. “Floribert – ha detto – non è stato perseguitato a caso, non era un illuso, ma un uomo che ha pagato per il Vangelo, per non arrendersi a Mammona”. Dopo l’omelia sono stati ricordati i nomi e le storie dei cristiani, che in diversi paesi, sono stati uccisi per essere andati a messa, aver soccorso i feriti, come padre Pierre in Libano, aver accolto i migranti o strappato i giovani alle bande criminali.

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