“L’impatto del conflitto in Medio Oriente è sempre più devastante, tanto sulla popolazione che sugli operatori umanitari. Oggi piangiamo tre colleghi, la dottoressa Somayeh Mir Abo Eshagh, una volontaria della Mezzaluna Rossa iraniana (Ircs) di 44 anni che ha tragicamente perso la vita durante un raid aereo mentre era in servizio il 27 marzo, Alireza Sohbatloo, anche lui operatore della Ircs, deceduto in un raid aereo ieri, 31 marzo, mentre prestava supporto presso una clinica medica a Zanjan, e Alireza Sohbatlou, operatore umanitario di 35 anni della Ircs, rimasto ucciso il 31 marzo a seguito di un attacco aereo nella provincia nord-occidentale di Zanjan. Sono quattro i colleghi della Mezzaluna Rossa Iraniana che hanno perso la vita svolgendo la loro opera umanitaria. È una vera e propria tragedia”. Con queste parole cariche di rammarico il presidente della Croce Rossa italiana, Rosario Valastro, rende nota la morte dei tre colleghi della Consorella iraniana.
“Giorno dopo giorno, il costo umano di questo conflitto diventa più grande”, denuncia Valastro, assicurando che “i nostri colleghi in Iran e in tutto il Medio Oriente operano per aiutare la popolazione. Ma non possiamo accettare che la loro dedizione, il loro impegno a supporto di chi ha bisogno di aiuto, li esponga alla possibilità di essere strappati alla vita. Queste donne e questi uomini vengono colpiti senza alcun rispetto per l’Emblema che indossano, per il loro operato e per la missione che li vede impegnati quotidianamente: lenire le sofferenze di chi si trova in difficoltà”. “Di fronte a queste continue violazioni del Diritto internazionale umanitario, non ci stancheremo mai di ripetere che la popolazione civile, i presidi sanitari e gli operatori umanitari non dovrebbero essere bersaglio di attacchi”, ha concluso il presidente della Cri.