Autismo: ministero Salute e Iss, 10 milioni per rafforzare la rete nazionale dei servizi

Un investimento da 10 milioni di euro per rafforzare la rete nazionale dei servizi per l’autismo, potenziare la diagnosi precoce e rendere sempre più strutturato il progetto di vita delle persone autistiche, in coerenza con il decreto legislativo 62/2024. È questo l’obiettivo del nuovo Accordo di collaborazione tra il ministero della Salute e l’Istituto superiore di sanità (Iss), finanziato attraverso il Fondo Autismo 2025-2026.
In occasione del 2 aprile, Giornata mondiale della consapevolezza sull’autismo, si rinnova così “l’impegno nazionale verso un modello di intervento sempre più integrato, basato sulla continuità assistenziale, sulla personalizzazione dei percorsi e sull’integrazione tra ambito sanitario, sociale e territoriale”, sottolinea Rocco Bellantone, presidente dell’Iss.
Tra le priorità dell’accordo figura il consolidamento della rete nazionale per la gestione delle emergenze comportamentali, già avviata nelle precedenti annualità del Fondo Autismo.
“Tutte le Regioni – spiega Maria Luisa Scattoni, coordinatore dell’Osservatorio nazionale Autismo – sono state coinvolte nell’implementazione di servizi dedicati e di équipe specializzate per la gestione dei comportamenti problema, sia in età evolutiva sia adulta”.
Le Équipe dedicate per le emergenze comportamentali (Edeco) rappresentano il fulcro operativo della rete, con attività di formazione, supervisione e supporto ai servizi territoriali. Ad oggi sono 67 i professionisti del Ssn formati attraverso i corsi residenziali promossi dall’Iss in collaborazione con Fondazione Sospiro e Amico-Di onlus. I professionisti sono stati formati nell’utilizzo di tecniche evidence-based e opereranno nei servizi pubblici per garantire interventi qualificati e diffondere competenze specifiche.
È inoltre operativa la piattaforma digitale per la raccolta e il monitoraggio dei dati, che consentirà ai centri clinici di registrare attività e risorse professionali impiegate.
Tra le azioni più rilevanti del Fondo 2025-2026 vi è il rafforzamento del progetto di vita, strumento centrale nella presa in carico della persona.
“Le Regioni e Province autonome – prosegue Scattoni – sono chiamate a sviluppare percorsi personalizzati basati sui bisogni, sulle preferenze e sul livello di funzionamento della persona”.
I percorsi riguarderanno in modo integrato le aree della salute, dell’apprendimento, del lavoro e dell’abitare. È inoltre prevista l’attivazione sistematica di Nuclei funzionali autismo nei servizi di neuropsichiatria infantile e di psichiatria degli adulti, con funzioni di valutazione, progettazione e monitoraggio dei percorsi individualizzati.
Un altro ambito strategico riguarda il miglioramento dei percorsi di accoglienza e assistenza medico-ospedaliera per le persone nello spettro autistico e con disabilità intellettiva. Sulla base delle linee di indirizzo nazionali recentemente definite dal Gruppo di lavoro interistituzionale e interregionale, il Fondo prevede l’attivazione progressiva di modelli organizzativi dedicati nelle strutture ospedaliere, con équipe specializzate e strumenti digitali di monitoraggio. “L’obiettivo – sottolinea Scattoni – è garantire un accesso equo e appropriato ai servizi sanitari, migliorando l’esperienza di cura e la qualità dell’assistenza”.

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