Beni confiscati: Fondazione con il Sud, il 5 marzo presentazione online del regolamento per la loro valorizzazione. Due milioni di euro a disposizione

La Fondazione con il Sud ha pubblicato il regolamento per la seconda annualità del nuovo “sportello” aperto per sostenere gli interventi per la valorizzazione di beni confiscati alle mafie in Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna e Sicilia. Il regolamento, a partire dal 2025 e per tutto il triennio 2025 -2027, è rivolto agli enti di Terzo settore che per la prima volta decidono di mettersi in rete per un percorso di valorizzazione di beni confiscati, che a loro volta non siano stati già oggetto di finanziamento da parte della Fondazione, attraverso iniziative di natura sociale, culturale ed economica sostenibili nel tempo, capaci di favorire lo sviluppo e la riappropriazione del bene da parte della comunità di riferimento.
Il regolamento sarà presentato il 5 marzo alle ore 10, a ridosso dei 30 anni della legge 109/96 sul riuso sociale dei beni confiscati, in un evento pubblico online insieme all’Agenzia nazionale per i beni sequestrati e confiscati (Anbsc), con la quale la Fondazione ha sottoscritto a gennaio un protocollo d’intesa per favorire i processi di valorizzazione dei beni confiscati da parte del Terzo Settore. L’Anbsc, nella stessa occasione, presenterà le modalità di candidatura per l’assegnazione dei beni confiscati. L’incontro sarà trasmesso in streaming sul sito della Fondazione con il Sud tramite il canale YouTube della Fondazione. Interverranno il presidente della Fondazione con il Sud, Stefano Consiglio, e il direttore dell’Agenzia, Maria Rosaria Laganà.
Ammontano complessivamente a 2 milioni di euro le risorse private messe a disposizione dalla Fondazione per la seconda annualità del regolamento, con un contributo massimo di 400mila euro per progetto presentato e selezionato. Il partenariato di progetto, promosso da un ente di terzo settore, dovrà essere composto da tre o più organizzazioni, almeno due delle quali appartenenti al mondo del Terzo settore. Nei progetti potranno essere coinvolti, inoltre, il mondo delle istituzioni, della scuola, dell’università, consorzi privati e imprese appartenenti al tessuto imprenditoriale locale e nazionale. Due le fasi del processo di selezione: la prima di presentazione di un’idea progettuale e di verifica dei principali requisiti di ammissibilità; la seconda dedicata allo sviluppo dell’idea attraverso la redazione, con il supporto degli uffici della Fondazione, di un progetto esecutivo comprensivo di un dettagliato piano di attività e costi, degli indicatori di risultato e impatto, di un piano di sostenibilità.
Le proposte potranno essere presentate entro il 10 dicembre 2026. I termini di chiusura potranno variare in relazione alla disponibilità residua delle risorse stanziate; in tal caso ne verrà data comunicazione pubblica.
Nel 2025, attraverso il nuovo “sportello”, sono stati selezionati 7 progetti di valorizzazione di beni confiscati, che saranno avviati in Campania, Sicilia, Calabria, Sardegna, Puglia.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Diocesi