Diocesi: Reggio Emilia, il dipinto di San Prospero riannoda il legame con Reggio Calabria

Reggio Emilia celebra, attraverso un restauro, un convegno e una mostra, la memoria legata alla Visione di San Prospero, dipinto del 1910 di Cirillo Manicardi conservato nel Museo diocesano di Reggio Calabria. L’opera fu commissionata dal reggiano mons. Emilio Cottafavi, inviato da Pio X nei territori devastati dal terremoto del 1908 per prestare soccorso e avviare la ricostruzione di chiese baracche e istituti di assistenza. Il restauro è stato presentato il 21 gennaio all’auditorium Credem di Reggio Emilia, mentre dal 23 gennaio al 25 febbraio il Battistero di Reggio Emilia ospita la mostra dedicata alla riscoperta del dipinto dal titolo “La riscoperta del dipinto di Cirillo Manicardi per Reggio Calabria”. Il sisma del 1908 aveva distrutto la maggior parte degli edifici sacri. Cottafavi promosse la costruzione di un villaggio di case prefabbricate per orfani e di una chiesa dedicata a San Prospero, sulla cui altare collocò il dipinto. Manicardi raffigurò il santo inginocchiato sulle macerie di Reggio Calabria, con mitria, pastorale e gli stemmi delle due Reggio.
In Calabria Cottafavi trovò la collaborazione di don Luigi Orione, al quale lasciò la residenza della Commissione Pontificia, trasformata poi in scuole e laboratori dell’Orfanotrofio da lui fondato. Nel 1920 un incendio distrusse la chiesa di San Prospero, ma il dipinto fu salvato da don Felice Cribellati e trasferito nella tipografia del villaggio. Rimase lì fino agli anni Cinquanta, poi se ne persero le tracce. Alla fine degli anni Novanta mons. Antonino Denisi e Franco Arillotta individuarono l’opera in un’abitazione privata: un’indagine del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale dei Carabinieri ne permise il recupero e, nel 2021, la restituzione alla diocesi. Esposto stabilmente nel Museo diocesano, il dipinto è divenuto oggetto di attività educative e di approfondimento. La collaborazione tra le diocesi di Reggio Calabria-Bova e Reggio Emilia-Guastalla rinnova il legame nato dopo il terremoto del 1908, segno di una solidarietà che unisce Nord e Sud: il progetto San Prospero. Un ponte tra due comunità che sancisce un impegno condiviso per la tutela del patrimonio ecclesiastico e per la memoria di una storia civile e religiosa comune. Il dipinto, oggi definitivamente esposto a Reggio Calabria, continua a testimoniare come l’arte possa creare ponti ideali tra comunità, generazioni e territori. Il dipinto tornerà al Museo Diocesano di Reggio Calabria e sarà nuovamente protagonista dell’attività culturale reggina a partire dalla primavera 2026. Le iniziative previste per il rientro dell’opera saranno coordinate da Lucia Lojacono, direttrice del Museo diocesano di Reggio Calabria, con il sostegno del Gruppo Credem.

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