Quaresima: mons. Moscone (Manfredonia), “in spirito di ascolto e digiuno le offerte raccolte saranno destinate alla Terra Santa come segno di comunione e speranza”

“La Quaresima è un periodo privilegiato di conversione e di crescita interiore, un cammino che invita ciascuno a rallentare il passo per ritrovare ciò che conta davvero. È un tempo favorevole per riscoprire la profondità della propria fede attraverso una preghiera più intensa e consapevole, un ascolto che si apre alla relazione con Dio ed i fratelli, un digiuno vissuto con sincerità e libertà interiore ed una carità concreta che si traduca in gesti di attenzione e di vicinanza verso chi è nel bisogno”. Lo scrive mons. Franco Moscone, arcivescovo di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo, nel suo messaggio per Quaresima.
“In questi quaranta giorni siamo chiamati a rivolgere il cuore a Cristo, contemplando il mistero del suo amore donato fino in fondo, a riconoscerlo nei volti segnati dalla sofferenza, nella fragilità di chi non ha voce, in coloro che il mondo spesso ignora perché privi di prestigio o di bellezza esteriore”, osserva il presule.
In questo “spirito di ascolto e digiuno” le offerte raccolte durante la Quaresima 2026, spiega l’arcivescovo, “saranno destinate alla Terra Santa, oggi profondamente segnata dall’emergenza vitale e dalla sofferenza diffusa. Attraverso il nostro contributo concreto vogliamo far giungere un segno tangibile di comunione e di speranza alle comunità cristiane e a tutte le popolazioni provate dalla violenza e dall’incertezza. Sostenere la Terra Santa significa partecipare attivamente alla custodia dei Luoghi Santi, ma soprattutto farsi prossimi alle persone che vi abitano, affinché non venga meno la presenza cristiana in quei luoghi benedetti e possa germogliare quanto prima un futuro di riconciliazione e di pace. La nostra generosità, anche quando appare piccola, diventa seme di fraternità e strumento di Provvidenza”.
Mons. Moscone invita a unirsi alla preghiera dei vescovi europei per chiedere “al Signore di toccare i cuori e ispirare le menti dei governanti, affinché alla violenza delle armi sostituiscano la ricerca del dialogo” per una “pace disarmata e disarmante” in tutto il mondo.

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