L’intelligenza artificiale è dappertutto. E inevitabilmente va a toccare anche la vita dei più piccoli. L’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza (Agia) sottolinea i rischi di un possibile uso scorretto di questo mezzo. “L’intelligenza artificiale non è un amico, un amore, un confidente o uno psicologo ma uno strumento”, avverte subito la garante Marina Terragni. “È importante che i bambini, prima ancora di entrare in contatto con l’IA, lo capiscano. Per questa ragione abbiamo lanciato un progetto per la pre-alfabetizzazione all’intelligenza artificiale sin dalla scuola primaria”.
L’Agia ha realizzato, in collaborazione con Edizioni Piemme, il libro gioco “Geronimo Stilton alla scoperta dell’intelligenza artificiale”. L’Autorità garante offrirà gratuitamente il volume (non in commercio) in maniera esclusiva a mille classi quarte del prossimo anno scolastico in modo che possano utilizzarlo nelle attività di educazione digitale. Per ottenerlo i dirigenti scolastici potranno fare domanda, sul sito dell’Agia, a partire dal 18 marzo.
Attraverso l’avventura di Geronimo Stilton alle prese con una serie di strani eventi e con un robottino dotato di intelligenza artificiale, i bambini saranno accompagnati a scoprire le opportunità e i limiti dell’Ia. Si parlerà in maniera semplice di allucinazioni, bias, usi impropri e altri aspetti di questo strumento anche proponendo giochi nei quali gli alunni potranno scoprire o consolidare i concetti fondamentali. Il tutto è accompagnato da risorse per gli insegnanti che resteranno comunque liberi di impostare la loro didattica in autonomia.
“Spero – conclude Marina Terragni – che utilizzando il libro e i giochi gli alunni possano sviluppare spirito critico e capacità di distinguere tra imitazione e originale, rafforzando la fiducia nella propria immaginazione come guida nel rapporto con le tecnologie. Non si tratta di avvicinare precocemente i bambini all’uso dell’intelligenza artificiale ma di renderli consapevoli dei meccanismi che la fanno funzionare, anche per saperne riconoscere i rischi”.