“Sono consapevole che non è consueta la presenza del presidente della Repubblica per i lavori ordinari del Consiglio. Per quanto mi riguarda non si è mai verificata in undici anni. Mi hanno indotto a questa decisione la necessità e il desiderio di sottolineare, ancora una volta, il valore del ruolo di rilievo costituzionale del Csm; soprattutto la necessità e l’intendimento di ribadire il rispetto che occorre nutrire e manifestare particolarmente da parte delle altre Istituzioni nei confronti di questa Istituzione”. Lo ha affermato questa mattina il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, aprendo a Palazzo Bachelet i lavori dell’Assemblea plenaria del Consiglio superiore della magistratura.
“Istituzione – ha osservato il Capo dello Stato – non esente nel suo funzionamento da difetti, lacune, errori e nei cui confronti non sono ovviamente precluse critiche. Come del resto si registrano difetti, lacune, errori e sono possibili critiche riguardo alle attività di altre Istituzioni della Repubblica, siano esse parte del potere legislativo, di quello esecutivo, di quello giudiziario”. “In questa sede, che rimane e deve rimanere rigorosamente istituzionale ed estranea a temi o controversie di natura politica, più che nella funzione di presidente di questo Consiglio come presidente della Repubblica, avverso la necessità di rinnovare con fermezza l’esortazione a rispetto vicendevole in qualsiasi momento, in qualsiasi circostanza nell’interesse della Repubblica”.
“Istituzione – ha osservato il Capo dello Stato – non esente nel suo funzionamento da difetti, lacune, errori e nei cui confronti non sono ovviamente precluse critiche. Come del resto si registrano difetti, lacune, errori e sono possibili critiche riguardo alle attività di altre Istituzioni della Repubblica, siano esse parte del potere legislativo, di quello esecutivo, di quello giudiziario”. “In questa sede, che rimane e deve rimanere rigorosamente istituzionale ed estranea a temi o controversie di natura politica, più che nella funzione di presidente di questo Consiglio come presidente della Repubblica, avverso la necessità di rinnovare con fermezza l’esortazione a rispetto vicendevole in qualsiasi momento, in qualsiasi circostanza nell’interesse della Repubblica”.