Porto Rico: mons. Ramos (presidente vescovi), al Sir su spettacolo del rapper Bad Bunny al Super Bowl, “reazione di Trump non mi sorprende”

Uno show di grande impatto, che non è piaciuto a Donald Trump, che lo ha definito “uno spettacolo terribile”, ma che ha avuto un’audience senza precedenti, e trova il gradimento del presidente della Conferenza episcopale di Porto Rico, mons. Eusebio Ramos Morales, vescovo di Caguas. Tutto il mondo ha parlato del cantante rap – o meglio, reggaetón, la variante “latina” del genere -, Bad Bunny, portoricano, che si è esibito durante l’intervallo del Super Bowl, la finale del campionato di football americano. Il cantante, non nuovo a dure critiche alle politiche migratorie decise dall’attuale Amministrazione Usa, ha parlato soltanto in spagnolo, ha denunciato alcune situazioni che si vivono nell’isola di Porto Rico, territorio statunitense non incorporato, ha pronunciato la frase “Dio benedica l’America”, facendola seguire dai nomi di vari Paesi del Continente americano. Dietro di lui è comparsa la scritta “L’unica cosa più potente dell’odio è l’amore”, stavolta in inglese.
Lo spettacolo di Bad Bunny, al secolo Benito Antonio Martínez Ocasio, trova l’apprezzamento di mons. Ramos, che, in colloquio con il Sir, usa le parole del Vangelo di Luca, per commentare lo spettacolo: “Vi dico che se costoro taceranno, grideranno le pietre”. Apprezzamento, per alcuni aspetti, inedito e sorprendente, dato che, in passato, la Chiesa portoricana non ha lesinato critiche ai cantanti reggaetón (l’isola può essere considerata la capitale mondiale del genere musicale) e ai loro testi, a volte violenti e sessisti. “Certamente – spiega il vescovo – si può avere qualcosa da dire sul genere musicale, ma ascoltare la voce di un giovane che mette al primo posto un linguaggio d’amore, ci dà molta gioia. Non c’è dubbio che le parole di Benito, di questo cantante, hanno toccato i cuori, hanno richiamato valori cristiani, come la fraternità e il primato dell’amore. Ci dà speranza sentite il messaggio di chi, in questo momento, in cui l’ordine mondiale è rotto in tanti modi, invita ad abbattere i muri, interpellando la coscienza collettiva”. Quanto al tema, più specifico, dei migranti, mons. Ramos aggiunge: “Il cantante ha una sua visione politica, ma certamente è una voce che ci ricorda il valore della dignità di ogni essere umano, cui si deve rispetto. L’attuale ondata di deportazioni, viceversa, non tiene conto di tale dignità”. Quanto alla reazione di Trump, “non mi ha sorpreso, è nel suo stile”. Piuttosto, il vescovo sottolinea l’appello a “dare valore al nostro essere tutti americani, a sentirci fratelli, di diverse lingue e culture”. Un tema che tocca, in particolar modo, Porto Rico: “Da 125 anni, subiamo, in pratica, un colonialismo. Gli Stati Uniti sono l’interlocutore superiore, noi portoricani siamo a un livello inferiore. Una relazione ingiusta, e contaminata dal peccato. Ma Porto Ruci è sopravvissuta, ha mantenuto la sua e identità e cultura viva”. Grazie al giovane Bad Bunny, se n’è accorto tutto il mondo.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Chiesa