Leone XIV: “siamo vite in cammino, non temere questo dinamismo”

“La Porta Santa di questa Basilica, che, ultima, oggi e stata chiusa, ha conosciuto il flusso di innumerevoli uomini e donne, pellegrini di speranza, in cammino verso la Citta dalle porte sempre aperte, la Gerusalemme nuova”. Lo ha detto il Papa, nell’omelia della messa dell’Epifania, presieduta nella basilica di San Pietro, dopo il rito di chiusura della Pota Santa del Giubileo della speranza. “Chi erano e che cosa li muoveva?”, si è chiesto Leone XIV: “Ci interroga con particolare serietà, al termine dell’anno giubilare, la ricerca spirituale dei nostri contemporanei, molto più ricca di quanto forse possiamo comprendere. Milioni di loro hanno varcato la soglia della Chiesa. Che cosa hanno trovato? Quali cuori, quale attenzione, quale corrispondenza?”. “Si, i Magi esistono ancora”, ha assicurato il Papa: “Sono persone che accettano la sfida di rischiare ciascuno il proprio viaggio, che in un mondo travagliato come il nostro, per molti aspetti respingente e pericoloso, sentono l’esigenza di andare, di cercare”. Homo viator, dicevano gli antichi. Siamo vite in cammino”, l’immagine scelta dal Papa: “Il Vangelo impegna la Chiesa a non temere tale dinamismo, ma ad apprezzarlo e a orientarlo verso il Dio che lo suscita”, l’appello di Leone XIV: “E’ un Dio che ci può turbare, perché non sta fermo nelle nostre mani come gli idoli d’argento e d’oro: e invece vivo e vivificante, come quel Bambino che Maria si trovo fra le braccia e i Magi adorarono”.

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