“Luoghi santi come le Cattedrali, le Basiliche, i Santuari, divenuti meta di pellegrinaggio giubilare, devono diffondere il profumo della vita, l’impressione incancellabile che un altro mondo e iniziato”. E’ l’appello del Papa, nella parte centrale dell’omelia della messa per l’Epifania, presieduta al termine del rito di chiusura della Porta Santa. “Chiediamoci: c’è vita nella nostra Chiesa? C’è spazio per ciò che nasce? Amiamo e annunciamo un Dio che rimette in cammino?”, le domande esigenti di Leone XIV per un esame di coscienza collettivo. Nel racconto evangelico, “Erode teme per il suo trono, si agita per ciò che sente fuori dal suo controllo”, ha osservato il Pontefice: “Prova ad approfittare del desiderio dei Magi e cerca di piegare la loro ricerca a proprio vantaggio. E’ pronto a mentire, e disposto a tutto; la paura, infatti, accieca. La gioia del Vangelo, invece, libera: rende prudenti, si, ma anche audaci, attenti e creativi; suggerisce vie diverse da quelle già percorse”. I Magi portano a Gerusalemme una domanda semplice ed essenziale, ha fatto notare il Papa: “Dov’e Colui che e nato?”. “Quanto è importante che chi varca la porta della Chiesa avverta che il Messia vi è appena nato, che lì si raduna una comunità in cui è sorta la speranza, che lì e in atto una storia di vita!”.