“Il carcere è spesso un luogo in cui la dignità viene persa, le relazioni sono tese e tante lacrime rimangono nascoste. I detenuti intraprendono un ‘pellegrinaggio interiore’, ma non lo fanno da soli: la Chiesa non è indifferente alle loro esperienze. Ogni persona è e rimane unica e preziosa agli occhi di Dio. La speranza è fondamentale, soprattutto in questi luoghi segnati dalla solitudine, dalla tristezza o dalla vergogna”. E’ quanto hanno voluto esprimere i vescovi del Belgio in una lettera che in occasione del Giubileo dei detenuti, celebrato il 14 dicembre, hanno inviato ai detenuti e alle detenute del Paese per incoraggiarli e ricordare “il prezioso lavoro svolto dai cappellani penitenziari”. “I cristiani hanno ricevuto da Gesù stesso la missione di raggiungere coloro che soffrono, di incontrare e amare sia le vittime di ogni violenza che coloro che l’hanno perpetrata, e di continuare a vedere la bellezza in ogni essere umano”, si legge nel comunicato con cui oggi la Conferenza episcopale belga dà notizia della lettera. “I vescovi sono consapevoli delle difficoltà della vita carceraria, soprattutto nelle strutture sovraffollate, dove le condizioni di vita sono difficili”. Nella lettera si ricordano le guardie carcerarie e gli altri membri del personale e si sottolinea anche “l’importanza dell’ascolto e della vicinanza dei cappellani che lavorano negli istituti penitenziari dove sono inviati per “promuovere solidarietà ed essere segno dell’amore di Dio per ogni essere umano. Nonostante tutte le difficoltà, contribuiscono a mantenere il legame con la comunità”. Sono i cappellani ad avere ora la missione di distribuire la lettera dei vescovi ai detenuti e al personale penitenziario.