Mali: Don Bosco 2000, al via la formazione di 150 giovani e donne con il progetto Relint

(Foto Don Bosco 2000)

Il Mali vive una condizione di fortissima instabilità: in molte aree operano gruppi armati affiliati ad Al-Qaeda e Jnim, impegnati a conquistare il controllo del territorio, soprattutto nella regione di Kayes. La situazione di sicurezza è critica gli occidentali non possono entrare nel Paese, e molte missioni internazionali sono state sospese. Nonostante questo scenario di conflitto, il progetto di cooperazione circolare promosso da Don Bosco 2000 e finanziato dal Ministero dell’Interno all’interno del programma Relint continua senza interruzioni. Il progetto procede grazie alla presenza stabile in loco del cooperante circolare Aly Traoré, migrante arrivato in Italia dieci anni fa, formato nei percorsi dell’associazione e oggi rientrato in Mali come operatore e ponte tra Italia e Africa.
Proprio ieri è iniziata la seconda fase del progetto, dedicata alla formazione di 150 persone, di cui il 60% donne, che verranno preparate per avviare cooperative nel settore agricolo e commerciale.
L’avvio è stato segnato da una video call con la partecipazione del sindaco di Kirane Kaniaga, dei capi villaggio, dei leader locali, della Fondazione Treccani e dello staff di Don Bosco 2000. La Fondazione Treccani curerà la prima parte della formazione, interamente predisposta in modalità a distanza per tutti i 150 giovani coinvolti.
In apertura dell’incontro, Agostino Sella, presidente di Don Bosco 2000, ha dichiarato che “la cooperazione circolare ci permette di continuare a lavorare anche quando la presenza internazionale in Mali è impossibile. È un modello solido che si basa sulle competenze dei migranti formati in Italia e tornati nei loro Paesi per diventare protagonisti dello sviluppo”.
Il project manager Davide Piras ha sottolineato come l’avvio della formazione in un contesto così fragile “dimostri la forza del modello di cooperazione circolare e la capacità di costruire sviluppo a partire dalle comunità locali”.
Durante la call, il cooperante circolare Aly Traoré ha evidenziato “la grande partecipazione della comunità di Kirane Kaniaga, delle istituzioni e dei capi villaggio”, mentre il coordinatore locale Bouyagui Traoré ha ribadito che “nonostante l’instabilità, le comunità credono profondamente in questa opportunità”.
Il progetto Relint in Mali rappresenta oggi una delle pochissime iniziative internazionali ancora operative nella regione di Kayes. Una prova concreta che, anche nei contesti più difficili, sviluppo e formazione possono avanzare quando guidati da competenze locali e da un forte legame tra Italia e Africa.

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