Cisgiordania: Taybeh sotto attacco. Coloni aggrediscono contadini palestinesi e diplomatici europei

Ennesima aggressione di gruppi di coloni israeliani contro agricoltori palestinesi impegnati nella raccolta delle olive a Taybeh. Colpiti anche diplomatici di Francia, Belgio e Polonia, attivisti e una delegazione civile ed ecclesiale francese. L'episodio, confermato anche da fonti israeliane, si inserisce nel quadro delle ripetute violenze denunciate dalla comunità dell'unico villaggio interamente cristiano della Cisgiordania.

Taybeh (Foto Rocchi/Sir)

Taybeh torna a fare i conti con la violenza dei coloni israeliani. A denunciarlo è un dettagliato dossier, pervenuto al Sir, diffuso il 17 ottobre da Holy Land Watcher, organismo nato nel villaggio, l’ultimo interamente cristiano della Cisgiordania, per documentare violenze, aggressioni e abusi che colpiscono la comunità cristiana locale e più in generale i residenti palestinesi dell’area.

Taybeh scritte intimidatorie (Foto Lp Taybeh)

La cronaca. Gli episodi risalgono a sabato 17 ottobre e si sono verificati durante una giornata di raccolta delle olive organizzata dalla comunità locale con la partecipazione di rappresentanti diplomatici europei, attivisti, delegazioni civili ed esponenti ecclesiastici francesi.

Secondo la ricostruzione, intorno alle 13.15 gruppi di coloni, molti dei quali mascherati, sono arrivati nella parte occidentale di Taybeh a bordo di veicoli fuoristrada. Gli aggressori hanno fermato automobili civili e diplomatiche, richiesto documenti di identità ai passeggeri, ostacolato la circolazione e inseguito persone e mezzi presenti nell’area.

Tra i veicoli colpiti figurano anche quelli delle rappresentanze diplomatiche di Francia, Belgio e Polonia. In particolare, è stato danneggiato un veicolo del consolato belga, con la rottura di un finestrino. Alla raccolta delle olive partecipavano il neo Console generale francese a Gerusalemme, Alexis Le Cour Grandmaison, alla sua prima visita nel villaggio, il Console generale del Belgio presso lo Stato di Palestina, Anick Van Calster, il rappresentante della Polonia in Palestina, Wiesław Kuceł, l’arcivescovo di Cambrai, mons. Vincent Dollmann, il sindaco di Aulnoye-Aymeries, Bernard Baudoux, insieme a consiglieri comunali, pellegrini francesi, sostenitori internazionali, il parroco latino di Taybeh, padre Bashar Fawadleh, e il sindaco della cittadina, Suleiman Khoury. Tra gli episodi documentati figura anche l’aggressione fisica allo stesso Baudoux, che sarebbe stato colpito con calci e scaraventato a terra.

Incendi dolosi (Foto Lp. Taybeh)

Violenze e insulti. La violenza ha colpito soprattutto gli agricoltori palestinesi impegnati nella raccolta delle olive nelle loro proprietà private. Secondo le testimonianze raccolte da Holy Land Watcher, una donna sulla settantina e suo figlio sono stati aggrediti e insultati da coloni mascherati. Un giovane è stato colpito alla testa con un bastone di legno ed è stato successivamente ricoverato in ospedale per ricevere cure mediche. Le vittime hanno riferito di essere state costrette ad abbandonare i propri terreni sotto minacce e intimidazioni e di aver subito il furto delle olive raccolte nel corso della mattinata.
Padre Bashar Fawadleh, che coordinava la visita, ha spiegato che “gli attacchi sono iniziati contro gli agricoltori palestinesi e si sono poi estesi alle delegazioni straniere e ai mezzi diplomatici”. Il sacerdote ha sottolineato che i fatti sono avvenuti “alla presenza di osservatori e testimoni internazionali nel corso di un’iniziativa civile e pacifica volta a sostenere i contadini nell’accesso ai propri terreni e nella raccolta”.

Conferma da fonti israeliane. La documentazione di Holy Land Watcher ha trovato conferma anche in un servizio pubblicato dal sito israeliano Ynet, che ha riferito dell’attacco contro diplomatici europei e ha diffuso immagini di uomini mascherati armati di bastoni e pietre intenti a fermare veicoli e a chiedere documenti di identità ai presenti. Secondo quanto riportato, l’esercito israeliano (Idf) è stato informato degli incidenti mentre erano ancora in corso ma non sarebbe intervenuto immediatamente sul luogo. Secondo Holy Land Watcher, polizia e militari sarebbero giunti nell’area soltanto intorno alle 17.30, oltre quattro ore dopo l’inizio degli incidenti. Lo stesso Idf ha parlato di

“grave episodio di violenza”,

e confermato il coinvolgimento di rappresentanti diplomatici stranieri e annunciando l’apertura di un’indagine. Anche il ministro degli Esteri israeliano, Gideon Sa’ar, ha condannato gli attacchi impegnandosi a individuare i responsabili.

Escalation sistematica. L’episodio si inserisce in un contesto di crescente pressione sulla popolazione cristiana di Taybeh. Come riportato più volte dal Sir, negli ultimi anni la comunità locale ha denunciato aggressioni da parte di coloni provenienti dagli avamposti circostanti, incendi di terreni agricoli, danneggiamenti agli uliveti, intrusioni nelle proprietà private e minacce rivolte agli abitanti.

Chiesa di san Giorgio attaccata dai coloni israeliani (Photo Credit: Nabd ElHaya)

Lo scorso luglio i sacerdoti delle Chiese latina, greco-ortodossa e greco-cattolica melchita avevano lanciato un nuovo appello alla comunità internazionale denunciando una “escalation sistematica” di attacchi contro persone, terreni agricoli e luoghi di culto, richiamando l’attenzione anche sugli incendi appiccati nei pressi della storica chiesa di San Giorgio e del cimitero del villaggio. Per Holy Land Watcher, quanto avvenuto il 17 ottobre rappresenta “un ulteriore salto di qualità nella violenza dei coloni”, poiché per la prima volta gli attacchi hanno coinvolto contemporaneamente agricoltori palestinesi, rappresentanti diplomatici europei e una delegazione civile ed ecclesiale internazionale presente sul posto per un’iniziativa di sostegno e solidarietà alla comunità di Taybeh.

 

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