Iran: Gerusalemme colpita da missili. Faltas (Custodia), “tornare alla mediazione e al dialogo”. A rischio i riti della Settimana Santa

Un nuovo episodio di violenza colpisce Gerusalemme, dove frammenti di missili sono caduti nei pressi del Santo Sepolcro, danneggiando edifici religiosi e mettendo in pericolo vite umane. La chiusura prolungata del luogo più sacro della Cristianità segna un evento senza precedenti, mentre padre Ibrahim Faltas, della Custodia di Terra Santa, lancia, attraverso il Sir, un accorato appello alla preghiera, al dialogo e a un immediato cessate il fuoco in una regione sempre più segnata da sofferenza e distruzione.

(Foto I.Faltas)

Per la seconda volta in pochi giorni, la Città Santa è stata colpita dal male della guerra. Questa volta i rottami di missili sono caduti molto vicini al Santo Sepolcro. Uno di grandi dimensioni si è incastrato nel tetto di una stanza del convento dei greci ortodossi che dista in linea d’aria pochi metri dal Luogo Santo e ha fatto danni importanti alla struttura. In quella stanza si trovava un vescovo di 92 anni che, grazie a Dio, non è rimasto ferito ma è stato chiaramente molto spaventato dal forte rumore e dai pezzi caduti dal soffitto squarciato dal rottame. Sono stati contati più di 300 fra frammenti e rottami caduti su Gerusalemme. Fa impressione pensare a quello che avrebbero potuto procurare alle persone e fanno impressione le dimensioni: alcuni sono molto simili al rottame caduto al Campo dei Pastori di Beit Sahour e alla Scuola elementare della Custodia di Terra Santa alla porta di Jaffa a Gerusalemme, altri sono più piccoli ma altrettanto pericolosi.

(Foto: AFP/SIR, archivio)

Il Santo Sepolcro, chiuso dal 28 febbraio, continua a non poter essere visitato dai fedeli e dai religiosi in questo tempo forte della Quaresima. Non siamo sicuri di poter celebrare nel Luogo Santo, così significativo per la Cristianità, i riti della Settimana Santa. Non è mai successo che il Santo Sepolcro sia stato chiuso per tanto tempo e in modo continuativo. Dobbiamo pregare insieme, e con più fervore, il Salvatore per portare l’equilibrio della pace nel mondo. Gerusalemme non può essere toccata e violata dalla violenza che uccide e distrugge.

Da questa città Santa parte ancora una volta l’appello e la richiesta di tornare alla mediazione e al dialogo, di tornare ad essere umani per il rispetto e la dignità della vita umana stessa. La guerra continua a provocare danni fisici e morali, la situazione mondiale non fa sperare in una soluzione immediata. La Terra Santa sta sopportando dolore e sofferenza inimmaginabili. Il Libano è continuamente sotto attacco e quasi un milione di civili indifesi non ha rifugio, cibo e cure. A Gaza si continua a morire nel silenzio del mondo e solo mercoledì sarà riaperto il valico di Rafah esclusivamente per l’uscita degli ammalati, non è possibile far entrare gli indispensabili aiuti umanitari. In Cisgiordania aumenta la sofferenza senza controllo fra limitazioni, soprusi, difficoltà enormi da sopportare per una umanità già provata da anni.

Preghiamo affinché questa guerra così sanguinosa possa finire al più presto e non diventi una delle tante guerre sempre attive ma dimenticate, sempre letali e atroci, nel mondo. Il cessate il fuoco implorato con forza dal Santo Padre sia ascoltato da chi si ostina a proseguire e a percorrere questa continua e assurda spirale di violenza.

(*) Custodia di Terra Santa

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