Medio Oriente: Faltas (Custodia), “Dalla Terra Santa ferita, un grido per la pace”

Da una Gerusalemme vuota e deserta, padre Ibrahim Faltas, responsabile delle scuole della Custodia di Terra Santa, racconta una notte segnata dal suono delle sirene e dal passaggio dei missili sopra la Terra Santa. Nella paura della popolazione, risuona l’appello alla pace e al disarmo di Leone XIV, insieme all’invito alla preghiera e al digiuno. In mezzo alla guerra, giunge il segno di speranza della Via Crucis dei bambini delle scuole cristiane di Gerusalemme, fissata per il 13 marzo.

(Foto Sir)

È stata una notte terribile. Le sirene hanno suonato a lungo e il cielo della Terra Santa è stato attraversato da centinaia di missili. La maggior parte erano diretti a Tel Aviv. Si sentono rumori assordanti e sappiamo che sono suoni di morte. La situazione si aggrava in tutta la Terra Santa: a nord, al confine con il Libano si intensificano gli scontri e lo scambio di missili. Anche il Libano è un terribile scenario di morte e di distruzione.

Gli appelli del Papa e della Cei. Ieri Leone XIV ha chiesto di continuare a pregare per la pace e per il disarmo. La Conferenza Episcopale Italiana ha indetto una giornata di digiuno e di preghiera il prossimo 13 marzo. In quello stesso giorno speriamo di poter percorrere la Via Dolorosa con la Via Crucis dei bambini e dei ragazzi delle quindici scuole cristiane di Gerusalemme. Anche nell’incertezza di questo periodo, stiamo organizzando il percorso, i bambini stanno preparando le letture e i messaggi per partecipare, come ogni anno, alla devozione che ricorda la strada del dolore e della mortificazione di Gesù Cristo.

Logo Via Crucis dei bambini

Il logo della Via Crucis dei bambini quest’ anno simboleggia l’amore a Cristo, ai suoi patimenti sulla Croce, elemento essenziale della nostra fede che pone le sue radici nell’unità e nella perseveranza dei cristiani della Terra Santa a rimanere nella propria terra nonostante le sofferenze e le difficoltà. Papa Leone chiede di non fare ricorso alle armi ma di cercare il dialogo e le vie diplomatiche. L’appello del Santo Padre al disarmo è rivolto a chi ha la responsabilità di fermare le guerre.

Bisogna avere il coraggio e la forza di cessare il fuoco e di tornare ad essere umani per rispettare la vita.

Gaza dimenticata. Questa ripresa della violenza fa aumentare la disperazione della gente. La gente è stanca e non ha più la forza di sopportare tanto dolore. Vorrei chiedere a chi organizza le guerre di camminare fra le macerie, di guardare negli occhi i bambini impauriti, di provare cosa vuol dire avere fame e freddo. Dopo averlo fatto dovrebbero chiedersi dove è finita la loro umanità, il rispetto per la vita degli altri e della loro stessa vita.

Gaza è dimenticata.

Non entrano aiuti, non esce chi ha bisogno urgente di essere curato. Il Medio Oriente non può diventare un grande campo di battaglia. La Terra Santa è avvolta dalla violenza. Da questa terra benedetta deve partire il messaggio di pace vera e giusta per il mondo. Questa Terra martoriata non deve ricordare e rappresentare la violenza cieca di una umanità sconfitta ma essere modello di convivenza pacifica fra i popoli, segno concreto di una umanità unita che ha il coraggio di lavorare per un mondo migliore.

Altri articoli in Mondo

Mondo