Lettera a Irma Testa

Giochi olimpici di Tokyo. Chiediamo a don Gionatan De Marco a chi vorrebbe scrivere oggi la sua lettera. Oggi ho deciso di scrivere a Irma Testa con una richiesta: “Diventare rappresentante di tutte quelle donne che nel nostro Paese e nel mondo lottano”. Cosa vuoi scriverle, dunque?

(Foto ANSA/SIR)

“Carissima Irma,
sei davvero un capolavoro! Hai fatto entrare il nostro Paese nella storia del pugilato femminile, vincendo la prima medaglia della storia! E il mio scriverti, oggi, è per darti un’altra medaglia, investendoti del compito di diventare rappresentante di tutte quelle donne che nel nostro Paese e nel mondo lottano! Sì, Irma, perché una donna sul ring è ciò che ogni giorno accade in ogni angolo della terra. E tu, Irma, oggi dai volto e voce a tutte quelle donne che, per un qualsiasi motivo, hanno dovuto indossare un guantone per stendere un’ingiustizia, una discriminazione, una violenza, un abbandono, un insulto, una condanna a morte…
Sul ring hai mostrato la forza di ogni donna! Quella forza tutta femminile di chi non si scoraggia, non si arrende, non si lascia mettere sotto i piedi, non si dà pace, non si rassegna, ma – sia pur sperimentando la paura – sperimenta la forza generativa della vita che deve vincere sempre… perché a questo è abituata ogni donna: far vincere la vita!
Sul ring hai mostrato la caparbietà di ogni donna! Quella caparbietà tutta femminile che fa tirar fuori dalla rabbia ogni tipo di talento e ingegno, mettendo in modo forme creative di risollevare la vita, di rimodellarla, di rimetterla per strada con la voglia nelle gambe di mettere fine a tutte le tempeste che tentano di travolgerla… perché a questo è abituata ogni donna: portare serenità nella tempesta!
Sul ring hai mostrato il coraggio di ogni donna! Quel coraggio tutto femminile che fa andar incontro alla notte pur di vedere un’alba sorgere, che sa tuffarsi nel vuoto sconosciuto pur di fare un tuffo in acque cristalline, che fa correre verso l’ignoto pur di entrare in una porta di luce… perché a questo è abituata ogni donna: rendere possibile l’impossibile!
E, se posso permettermi, ti invito a leggere il capitolo 2 del Vangelo di Luca e, non sembri profanante, incontrerai uno straordinario esempio di ‘donna del ring’… ma, forse, ti sei ispirata già un po’ a lei… ne sono certo vedendo come hai dato il massimo! Anzi, come hai dato il meglio!”

(*) direttore dell’Ufficio nazionale Cei per la pastorale del tempo libero, turismo e sport – cappellano della squadra italiana

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