Scuola e intelligenza artificiale per una didattica innovativa. A condizione che sia la componente umana a guidarla

Si è svolto il 15 novembre a Roma un convegno su scuola e intelligenza artificiale. Provocazioni, timori e opportunità di un’innovazione che può arricchire la didattica e migliorare l’apprendimento. A condizione che sia sempre la componente umana a guidarla

foto SIR

Scuola tra digitale e ricerca di senso. “L’intelligenza artificiale è un argomento sul quale dobbiamo confrontarci, la scuola non può far finta di niente”. Così Antonello Giannelli, presidente all’Associazione nazionale dirigenti pubblici e alte professionalità della scuola (Anp), inaugurando il 15 novembre a Roma i lavori del convegno “Orientare e orientarsi. Come cambia la scuola nell’era dell’intelligenza artificiale”. “L’orientamento – ha spiegato il presidente Anp – è tra gli argomenti caldi del momento, soprattutto visto che quest’anno è stata introdotta la figura dell’orientatore a supporto dello studente, per aiutarlo ad orientarsi nell’ambito scolastico”. Sull’’importanza dell’innovazione culturale “per rispondere alla provocazione di senso generata dall’intelligenza artificiale” si è soffermato Cosimo Accoto, Tech Philosopher, Research Affiliate & Fellow del MIT. “Le trasformazioni profonde che stiamo attraversando mettono in discussione i nostri modelli culturali”, ha esordito invitando a guardare all’IA “non come ad un artefatto, ma come ad un’architettura che comprende algoritmi e persone che le usano. Quando usiamo il text predictor ChatGPT e pensiamo abbia capito il senso della nostra domanda, in realtà siamo noi che diamo intelligenza alla macchina, c’è sempre la componente umana a dare senso alle cose che la macchina sta facendo”.

IA e nuove forme del sapere. Professore associato di Editoria digitale, Digital Humanities e filosofia dell’informazione all’Università Roma Tre, Gino Roncaglia ha spiegato che il paradigma dell’IA “è logico-linguistico”; per questo interessa sia le discipline scientifiche, sia quelle umanistiche. Come scuola, ha avvertito, “abbiamo il compito di formare all’uso del digitale”. Di qui la proposta di ripensare la biblioteca scolastica “con graphic novel e materiali online” come “hub di competenze nuove e luogo per questo addestramento”. Per Angelo Fienga, Director Sustainable Solution di Cisco Emea, rispetto all’uso dell’IA

“dobbiamo aiutare gli studenti ad un approccio multidisciplinare, a valutare accuratezza dei dati, trasparenza e responsabilità”.

Importante integrare nell’apprendimento “la realtà aumentata per arricchire i contenuti ed ampliare l’orizzonte culturale dei giovanissimi”.

Pnrr e transizione digitale. “La Missione 4 del Pnrr ‘Istruzione e ricerca’ ha messo oltre 17 miliardi e mezzo sulla scuola; dobbiamo cogliere questo investimento garantendone efficacia e sostenibilità”. Così Simona Montesarchio, direttore generale ministero dell’Istruzione e del merito – Unità di missione per il Pnrr, che ha inoltre ricordato le risorse destinate al piano Scuola 4.0 per la trasformazione delle aule in ambienti innovativi di apprendimento e la realizzazione di laboratori digitali. Al di là delle tecnologie, ha tuttavia ammonito,

“è fondamentale investire in una didattica digitale integrata che coinvolga tutto il personale scolastico”.

Sulla stessa linea Alessandro Musumeci, capo segreteria tecnica del sottosegretario di Stato con delega alla transizione digitale: “Al 30 giugno abbiamo 19mila enti – incluse il 99% delle scuole – che hanno aderito a progetti di semplificazione e passaggio al cloud, ma per quanto riguarda le competenze digitali siamo al 15° posto in Europa”. Quindi rivolgendosi ai presenti: “Siamo a buon punto sull’infrastruttura, ma soprattutto voi dovrete lavorare per creare la necessaria consapevolezza tecnologica, altrimenti sarà come avere un’automobile senza benzina”.

IA e istruzione. “Una stretta di mano tra utente e tecnologia per una scuola migliore”. A definire così l’intelligenza artificiale è Elvira Carzaniga, direttore Divisione Education Microsoft Italia, che ha parlato di “acceleratori dell’apprendimento” ed ha indicato il progetto “co-pilot” come “nostra risposta alla domanda di formazione sul digitale”. Che cosa vi chiedono le scuole? “Di essere supportate – risponde – nella formazione dei docenti alle nuove tecnologie, nel data mining, nella sicurezza, e nell’ottimizzazione del tempo attraverso la semplificazione di task amministrativi”. “Ogni giorno milioni di utenti usano Google Classroom, il cuore della didattica innovativa”, ha reso noto Marco Berardinelli, direttore Google for Education Italia, spiegando che l’IA “può liberare il docente da attività di routine e permettergli di cambiare ruolo,

da docente tradizionale a tutor, mentore dei propri studenti”.

Berardinelli ha inoltre annunciato l’introduzione a breve, nelle piattaforme del Gruppo, di “nuove funzionalità che permetteranno di realizzare l’apprendimento personalizzato”. Tra queste un tutor virtuale “in grado di individuare eventuali lacune negli alunni e guidarli verso il loro superamento con tutorial ed esercizi”.

Riallineare scuola-lavoro. “Educare all’intelligenza artificiale e educare l’intelligenza artificiale” è il duplice monito di Claudia Donati, responsabile Area processi formativi del Censis. Per Francesco Baroni, presidente Assolavoro, la sfida posta dall’innovazione tecnologica è “una sempre migliore capacità di riallineamento delle competenze tra mondo della scuola e mondo del lavoro”.

Costruire un grande sistema scolastico. “Dobbiamo rimettere al centro della società le figure del dirigente scolastico, del docente e di tutte le figure che lavorano nel mondo della scuola”. Occorre “lavorare insieme per costruire un grande sistema scolastico”, ha detto Giuseppe Valditara, ministro dell’Istruzione e del merito, in videocollegamento da Milano, a conclusione dei lavori, spiegando che “i dirigenti scolastici sono inclusi nei rinnovi contrattuali finanziati dalla legge di bilancio 2024, i famosi cinque miliardi”. In vista del rinnovo per il triennio 2022 – 2024 “questi aumenti si estenderanno anche a loro”. Per molti lavoratori, ha concluso, “lo stanziamento previsto insieme con la riduzione del cuneo fiscale” potrà rappresentare “un passo avanti interessante”.

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