Terzo Settore e sussidiarietà: ai partiti interessano?

Tra i tanti temi discussi nell’attuale campagna elettorale (spesso trattati in maniera superficiale, all’unico scopo di catturare consensi), è emerso a fatica un argomento che invece dovrebbe essere centrale oggi per chi fa politica. Che interesse hanno i partiti, che si candidano a governare l’Italia nei prossimi 5 anni, per il Terzo Settore e la sussidiarietà? Quest’ultimo principio è incorporato nella seconda parte della nostra Costituzione (nel titolo V, all’articolo 118), e tocca da vicino la vita di ogni cittadino.

Tra i tanti temi discussi nell’attuale campagna elettorale (spesso trattati in maniera superficiale, all’unico scopo di catturare consensi), è emerso a fatica un argomento che invece dovrebbe essere centrale oggi per chi fa politica. Che interesse hanno i partiti, che si candidano a governare l’Italia nei prossimi 5 anni, per il Terzo Settore e la sussidiarietà? Quest’ultimo principio è incorporato nella seconda parte della nostra Costituzione (nel titolo V, all’articolo 118), e tocca da vicino la vita di ogni cittadino. Fino a che punto deve prevalere la presenza dello Stato nelle scelte economiche, sociali, riguardanti settori cruciali come scuola e sanità, e dove invece si deve lasciare più spazio agli enti territoriali a partire dalle Regioni per arrivare ai Comuni? In tale contesto va compreso anche il ruolo del Terzo Settore, che non può essere invocato solo in situazioni di emergenza (come nella pandemia, quando grazie ad associazioni e volontari si è garantito un sostegno alle fragilità che le istituzioni pubbliche non sarebbero riuscite ad assicurare da sole) ma va strutturato in maniera più organica, attuando anche le recenti normative. Sono temi centrali per una politica che sia davvero al servizio delle persone.

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