Messaggero dei Ragazzi. Fra Patassini: “Uno strumento per guardare al mondo di oggi alla ricerca di ciò che è buono, bello e vero”

Un secolo di pubblicazioni fatto di slanci e rilanci grafici ed editoriali che hanno permesso al mensile francescano per adolescenti di mantenersi come punto di riferimento nel panorama, sempre più ristretto, del giornalismo per ragazzi

(Foto: Messaggero di Sant'Antonio Editrice)

Cento anni di vita per un mensile per ragazzi sono davvero un record sia in Italia sia in Europa. Ed è quello che raggiunge quest’anno il Messaggero dei Ragazzi, conosciuto anche come MeRa. A distanza di 100 anni, il focus resta sempre quello del dialogo con una fascia impegnativa ed esigente di giovani lettori, caratteristica che ne fa il più longevo mensile cattolico per adolescenti ancora in attività stando al passo con i tempi. Il primo numero fu pubblicato il 15 agosto del 1922, quando la rivista si chiamava “Sant’Antonio e i fanciulli”, come supplemento alla testata ammiraglia “Messaggero di sant’Antonio”, pubblicata dal 1898 dai frati della basilica del Santo a Padova. Di questo importante anniversario e delle sfide per il futuro parliamo con fra Massimiliano Patassini, nuovo direttore responsabile del “Messaggero dei Ragazzi” e delle altre riviste del gruppo Messaggero di Sant’Antonio Editrice.

Quest’anno il Messaggero dei Ragazzi compie cento anni: come vivete questo traguardo davvero importante e come guardate al futuro?

Sicuramente è un passaggio molto bello nel percorso che stiamo facendo: ci sentiamo investiti di una responsabilità che è quella di continuare a proporre un messaggio adatto ai ragazzi nel tempo in cui vivono. È un momento buono per far memoria di quanto si è fatto nel passato e, a partire da questo, costruire il nostro futuro, chiaramente con un linguaggio e uno stile aggiornati e capaci di parlare al mondo d’oggi.

Qual è la fascia giovanile a cui vi rivolgete? E la rivista è uno strumento solo per loro o utile anche a genitori, educatori?

Il Messaggero dei Ragazzi si rivolge a una fascia attorno alle medie: tra i 10 e i 14 anni. Cerchiamo di proporre articoli, fumetti e rubriche che possano incontrare i loro interessi ed essere adatti alla loro comprensione, provando a puntare un po’ in alto: a volte in modo più diretto (come nella rubrica Inchiesta), altre in modo mediato (ad esempio nei fumetti),

vogliamo trasmettere dei valori importanti per loro.

Senza dubbio, il MeRa è uno strumento che gli educatori, i catechisti e i genitori possono usare per attività con i ragazzi, ma anche per conoscere un po’ il loro mondo, dato che spesso si parla proprio di loro.

Qual è la mission oggi del MeRa?

La nostra mission è quella di mettere a disposizione dei ragazzi e di chi li accompagna uno strumento per guardare al mondo di oggi alla ricerca di ciò che è buono, bello e vero, ciò che può dare nuova speranza. Lo vogliamo fare a partire dall’esperienza francescana e antoniana che tanto ha da dire alla nostra vita in merito a temi come la solidarietà, la fraternità, la pace, la cura dell’ambiente e la sostenibilità, con uno sguardo che riconosce in tutto questo, ma soprattutto nell’umanità, il volto di Dio.

(Foto: Messaggero di Sant’Antonio Editrice)

In questi cento anni la società italiana è molto cambiata: che tipo di rivista offrite ai ragazzi di oggi? Che riscontri avete? Come si entra in sintonia con loro?

Anche il MeRa, in questi cento anni, ha saputo rinnovarsi. Quando nel 1922 i frati del Messaggero di Sant’Antonio decisero di iniziare questa rivista per ragazzi, la chiamarono “Sant’Antonio e i fanciulli”, nome che ha mantenuto fino al 1963, anno in cui la testata è cambiata in “Messaggero dei Ragazzi”. Sfogliando le riviste si vede come si dia sempre più spazio alle immagini e alla cura della grafica: anche questi sono testi importanti che parlano ai lettori, a volte più di tante parole. Un punto-forza è sempre stato l’interazione con i ragazzi: la corrispondenza per lettera (più recentemente per e-mail) è un modo di mantenere vivo il contatto con loro, soprattutto attraverso la figura di fra Simplicio, che è diventato un punto di riferimento per intere generazioni di ragazzi.

C’è un gran bisogno di ascolto e di fare loro spazio.

Il MeRa non è solo una rivista, organizzate anche incontri con le scuole…

Negli anni scorsi molte scolaresche sono venute a visitare la redazione e l’area dei grafici dove si compone la rivista: sono delle occasioni preziose perché ci mettono in contatto diretto con i destinatari del nostro giornalino e permettono di avere un feedback diretto. È molto bello anche per loro, poiché hanno l’opportunità di vedere come si costruisce una rivista, la quale rispetta le regole del giornalismo, mantenendo il contatto con l’attualità, con attenzione alla verifica dei fatti, all’attendibilità delle fonti. Purtroppo la pandemia non ci ha permesso di continuare queste iniziative, ma abbiamo avviato nuove proposte online e, da qualche mese, siamo riusciti anche a riavere delle classi in presenza.

(Foto: Messaggero di Sant’Antonio Editrice)

Quanto sono importanti i fumetti per il Messaggero dei Ragazzi?

Il mondo dei fumetti è ancora oggi in continua crescita. Dagli anni ’60-’70 abbiamo ospitato nel MeRa firme famose (come Lino Landolfi, Piero Mancini, Dino Battaglia, Sergio Toppi, Giorgio Trevisan, Hugo Pratt) diventando una delle riviste di punta in questo campo. Anche oggi c’è un ampio spazio per i fumetti, che vengono tradotti o autoprodotti: la nostra attenzione è quella di presentare un contenuto valido a livello educativo, pur in un modo leggero e divertente. Il fumetto ci dà l’occasione di trattare temi come quello dell’affettività, dell’amicizia e della scuola con un linguaggio più famigliare ai ragazzi.

Che posto può avere tra i ragazzi una rivista come il MeRa nell’epoca dei social? O i social possono diventare alleati per farla conoscere di più?

I social sono il regno dell’immediato, in cui spadroneggia l’immagine in movimento e la rapidità di risposta. Una rivista concede uno spazio più allargato nel quale potersi fermare: è chiaro che è una scelta da fare… Per ora, stiamo cercando di usare i social attraverso la replica di alcuni contenuti del MeRa, per invogliare i ragazzi a leggere la nostra rivista. Ma abbiamo anche lanciato un’iniziativa molto interessante: #AccadeSoloSeCiCredi, un broadcast su WhatsApp che conta oggi circa 900 iscritti. Iniziato come proposta di calendario d’Avvento nel 2020 (ogni giorno veniva mandato un messaggio con una proposta di attività o riflessione), è diventato un canale di contatto con i ragazzi ed educatori.

(Foto: Messaggero di Sant’Antonio Editrice)

Che eventi avete previsto lungo il 2022 per il centenario?

Nella rivista abbiamo proposto la rubrica Anniversario, nella quale ripeschiamo delle pagine interessanti del passato. Nel mese di aprile c’è stato un concorso online per votare la “Copertina del Secolo”, che è stata svelata attraverso un gioco durante la festa del MeRa, il 15 maggio. La copertina è del 1986 e rappresenta dei ragazzi che strappano un manifesto con scritto “war” (guerra) sotto il quale appare la scritta “peace” (pace): un messaggio molto significativo e attuale, accompagnato dall’incoraggiamento: “Forza che ce la facciamo”! La festa, che si è svolta presso la basilica di Sant’Antonio a Padova, è stata un bel momento di incontro coi ragazzi, animato attraverso un puzzle con cui abbiamo ricostruito la copertina vincitrice; durante la messa delle 16, accompagnata con il canto dei giovani della Domus Familiae Padre Daniele, abbiamo ringraziato il Signore per questi cento anni di storia. La festa si è poi conclusa con un buon gelato in uno dei chiostri della basilica, nel quale sono presenti degli allestimenti che rievocano il percorso storico del MeRa.

Quali le maggiori sfide oggi in un’epoca di crisi della carta stampata, in generale?

Il mondo d’oggi è invaso da informazioni che provengono da tutte le parti, spesso senza verifica; sembra sia saltato il ruolo dell’intermediazione fornito soprattutto dai giornalisti: ognuno fa da sé, nel modo più rapido ed economico possibile.

È necessario recuperare lo spazio della riflessione e del dialogo costruttivo, soprattutto sulle questioni importanti della vita.

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