Un fiore per la Libertà

In questi mesi - e sono tanti - segnati dalla pandemia il concetto stesso di tempo è cambiato. Almeno nella nostra percezione. E così, mentre aspettiamo con ansia le riaperture che ci fanno riassaporare un po’ di ritorno alla normalità, guardiamo comunque al futuro con incertezza e il passato, quello prima del virus, ci sembra un ricordo lontanissimo. Su tutto un generale clima di stanchezza per un’emergenza che ci ha tutti - chi più chi meno - segnati e che non sarà semplice “smaltire”.

foto SIR/Marco Calvarese

In questi mesi – e sono tanti – segnati dalla pandemia il concetto stesso di tempo è cambiato. Almeno nella nostra percezione. E così, mentre aspettiamo con ansia le riaperture che ci fanno riassaporare un po’ di ritorno alla normalità, guardiamo comunque al futuro con incertezza e il passato, quello prima del virus, ci sembra un ricordo lontanissimo. Su tutto un generale clima di stanchezza per un’emergenza che ci ha tutti – chi più chi meno – segnati e che non sarà semplice “smaltire”. In un clima di questo tipo ci stiamo avvicinando alla data del 25 aprile. Festa che parla di libertà quella con la L maiuscola, non soltanto la libertà tanto invocata (e a volte un po’ fuori luogo) in questo ultimo anno. E così anche la festa della Liberazione rischia di essere vissuta sotto tono. Ma non è solo la pandemia. Gli anni che passano, i testimoni diretti che via via se ne sono andati. C’è il rischio di far finire tutto semplicemente nelle pagine di un libro di storia. E nei libri ad un certo punto si volta pagina. Mentre abbiamo un bisogno enorme di tenere aperto quel libro. In questi giorni molte lapidi, cippi e monumenti verranno infiorati. Non è un gesto banale, e neppure un rituale stanco. Quel fiore non è soltanto omaggio e memoria, e supera anche i discorsi e le commemorazioni che rischiano la deriva retorica. Un fiore. Un segno di vita. Per ricordare che la libertà è un corpo vivo. Va curata, accudita, cercata, difesa ma mai usata come arma. E soprattutto mai data per scontata. In questo anno strano, in cui ci sembra che ogni libertà ci sia stata negata, forse serve ricordare invece il senso vero della Libertà. Quella con la L maiuscola.

(*) direttore “La Fedeltà” (Fossano)

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