Il Natale del 2020

Fa tristezza sentire che il presidente del consiglio ogni volta che parla delle ipotetiche restrizioni e allentamenti in vista del Natale fa sempre riferimento al “cenone”. “Vogliamo garantire un cenone in sicurezza”... Il ministro della salute si porta più in là e indirizza un avvertimento perentorio allo stesso Gesù Bambino… “il coprifuoco vale per tutti!”, senza eccezioni, con il chiaro riferimento alle tradizionali messe di mezzanotte.

Fa tristezza sentire che il presidente del consiglio ogni volta che parla delle ipotetiche restrizioni e allentamenti in vista del Natale fa sempre riferimento al “cenone”. “Vogliamo garantire un cenone in sicurezza”…
Il ministro della salute si porta più in là e indirizza un avvertimento perentorio allo stesso Gesù Bambino… “il coprifuoco vale per tutti!”, senza eccezioni, con il chiaro riferimento alle tradizionali messe di mezzanotte.
Da una parte fa tristezza perché è evidente che non si può ridurre il Natale a un cenone e nemmeno ci si può aggrappare al coprifuoco per cercare di smorzare una delle tradizioni più sentite per le festività natalizie.
Vogliamo però tranquillizzare i nostri governanti, perché nessun cristiano farà “battaglie” per garantirsi una cena di Natale o per difendere a spada tratta una Messa di Mezzanotte…al cristiano interessa il Natale, nel suo autentico e ampio significato. Anzi, ringraziamo i nostri governanti perché con queste precisazioni e minacce offrono al mondo cattolico e in particolare proprio ai sacerdoti e agli operatori pastorali la possibilità di sottolineare il significato e il valore del Natale, che negli ultimi tempi si era forse troppo lasciato coinvolgere dal tornado consumistico.
Gesù nasce anche quest’anno, anzi diremmo in particolare quest’anno!
Anche duemila anni fa la sua nascita aveva dovuto confrontarsi con le restrizioni…non c’era posto negli alberghi,…non aveva un’autocertificazione, ha dovuto nascere in una grotta, ai margini della città, diremmo oggi ai margini della cultura, delle tradizioni, delle religioni del suo tempo…eppure è nato nel luogo che maggiormente diventa capace di espandersi in tutto il mondo, è nato nel cuore…nel cuore di Maria e Giuseppe, nel cuore di alcuni pastori, nel cuore di povera gente, nel cuore dei Magi che venivano da lontano…è nato nel cuore degli uomini!
Oggi i cristiani che desiderano vivere bene il Natale sanno bene che non accolgono Gesù semplicemente perché fanno una bella cena e nemmeno perché vanno a messa a mezzanotte…lo accolgono perché mai come oggi ciascuno ha la sua capanna da offrire. La capanna di una corsia di ospedale, la capanna di una famiglia che soffre, la capanna di un luogo di lavoro, la capanna della solidarietà, la capanna della condivisione, la capanna del rispetto reciproco, la capanna di uno stile di vita vissuto in modo diverso.
Oggi come duemila anni fa questa capanna è un po’ in periferia, fuori dai nostri schemi, fuori dalle nostre abitudini, fuori dalle stesse tradizioni…anche quest’anno, come ogni anno, l’unica voce che dovremo ascoltare sarà quella che l’angelo ha rivolto ai pastori…”vi annuncio una grande gioia…”! Oggi, con tutte le paure e restrizioni quell’annuncio è quanto mai vero!, e nessuna “restrizione” potrà indebolirlo!

(*) direttore “L’Araldo Lomellino” (Vigevano)

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