Nei giorni tra Natale e l’Epifania, decine di migliaia di bambini vestiti da Re Magi sciamano per le strade delle città e paesi dell’Austria e della Germania (ma anche in Svizzera, Slovacchia, Ungheria e Alto Adige): passano di casa in casa, cantando le melodie natalizie e raccogliendo offerte, che saranno destinate a progetti umanitari in tutto il mondo. Alla fine della visita, i bambini salutano benedicendo e augurando la pace a quella casa per il nuovo anno: lasciano la firma del loro passaggio con la sigla 20*C+M+B+26, che campeggerà per tutto il 2026 sugli stipiti delle porte delle case e delle strutture pubbliche (ospedali, uffici comunali, palazzi presidenziali) che apriranno loro le porte. Questo è il rituale, immutato da oltre mezzo secolo che guida la Campagna dei Re Magi Cantanti, gli Sternsinger (Cantori della Stella) tedeschi e austriaci: è la Aktion Dreikönigssingen 2026, che sotto diversi patrocini identifica le più importanti raccolte fondi caritatevoli fatte da bambini nel Mondo, portando il messaggio natalizio di pace e la benedizione per il nuovo anno, nel nome di Caspar, Melchior e Balthazahar.
Per la ventunesima volta, dal 2001, i piccoli Re Magi Cantori hanno assistito alla Messa di Capodanno in Vaticano, dopo aver partecipato all’udienza generale di mercoledì 31 dicembre. Papa Leone XIV ha accolto una delegazione di una trentina di Sternsinger – di cui 4 provenienti dalla diocesi di Münster per la Germania e 4 dalla diocesi di Eisenstadt per l’Austria -. Il Papa ha ricevuto in dono una foto che recava la tradizionale benedizione che i Cantori della Stella lasciano a chi li accoglie nella propria casa: “Christus mansionem benedicat” (Cristo benedica questa casa).
Circa 85.000 bambini in quasi 3.000 parrocchie in tutta l’Austria stanno attualmente partecipando alla campagna 2026 nei panni dei Re Magi, accompagnati da circa 30.000 giovani e adulti. Dai suoi inizi, oltre 70 anni fa, generazioni di cantori di canti natalizi in Austria hanno raccolto circa 560 milioni di euro per le persone bisognose. La colletta è organizzata dalla Hilfsprojekte der Dreikönigsaktion (Campagna umanitaria dei Re Magi -Dka), che fa riferimento al Movimento giovanile cattolico austriaco (Kj). Con i fondi donati, la campagna è in grado di finanziare circa 500 progetti all’anno in 19 paesi in Africa, Asia e America Latina: nel 2025 la raccolta ha superato per la prima volta la soglia dei 20 milioni di euro di donazioni.
Nel 2026, i fondi raccolti dai piccoli magi austriaci verranno destinati a beneficio di progetti incentrati sulla sicurezza alimentare, sulla promozione dell’agricoltura sostenibile e sul rafforzamento dei diritti delle donne e dei bambini in Tanzania.
Lì fame, scarsità d’acqua e povertà sono all’ordine del giorno; circa un terzo della popolazione è al di sotto della soglia di povertà; la malnutrizione infantile è una piaga cronica e la crisi climatica ha drasticamente aggravato le condizioni di vita della popolazione tanzaniana. Le organizzazioni partner di Dka, il Pastoral Women’s Council (PWC) nella Tanzania settentrionale e il Human Life Defense Department (HLDD) nell’ovest, gestiscono corsi di formazione per adattare le coltivazioni delle aree rurali al rapido cambiamento del clima, distribuiscono prestiti controllati e sementi per assicurare un reddito familiare adeguato, operano per la creazione di lavoro per le donne così da assicurarne l’indipendenza economica e organizzano programmi di inculturazione e sensibilizzazione sui diritti delle donne e dei bambini.
L’azione dei gruppi di risparmio e prestito è fondamentale per le popolazioni che risiedono in zone rurali remote, senza possibilità di ottenere prestiti o contributi finanziari pubblici. Uno degli scopi perseguiti dai progetti dei Cantori della Stella austriaci per il 2026 è proprio quello di permettere alle comunità e ai singoli beneficiari dei fondi, di creare pratiche virtuose per la reciproca assistenza economica, con la gestione comune per le spese più gravose e i partecipanti possono risparmiare denaro, prestarsi a vicenda, gestire congiuntamente spese più consistenti ed espandere le proprie attività economiche. In una intervista rilasciata all’agenzia di stampa cattolica austriaca Kathpress, l’arcivescovo eletto di Vienna, mons. Josef Grünwidlha rivelato di sentire un forte legame con la tradizione dei canti natalizi degli Sternsinger:
“Da bambino, ho cantato per molto tempo, poi come accompagnatore adulto, e poi, da quasi 30 anni, come cappellano e parroco, partecipo naturalmente ogni anno alla campagna dei canti natalizi.”
In Germania gli Sternisnger sono una organizzazione partner delle Pontificie Opere Missionarie e della Bdkj, la Federazione della gioventù cattolica tedesca, e agiscono anche loro attraverso progetti in tutto il mondo per liberare i bambini dallo sfruttamento lavorativo, per consentirgli di tornare a scuola e avere opportunità di vita rispettose della loro infanzia. L’azione è organizzata con la stretta collaborazione dei genitori, delle comunità locali e delle autorità pubbliche che vengono preventivamente informati della specifica destinazione dei fondi per l’anno in corso.
La campagna dei Cantori della Stella è, secondo report annuali diffusi dagli organizzatori, la più grande campagna di raccolta fondi al mondo realizzata da bambini per i bambini. Dal suo inizio nel 1959, si calcola che in Germania gli Sternsinger abbiano raccolto 1,4 miliardi di euro per i bambini di Africa, America Latina, Asia, Oceania ed Europa orientale: nel 2025 sono stati raccoltio circa 48,1 milioni di euro.
“Scuola invece di fabbrica: canti natalizi contro il lavoro minorile” è il motto che guiderà fino all’Epifania, il 6 gennaio, circa 300.000 i Re Magi bambini e ragazzi, che in Germania andranno di porta in porta, portando la benedizione del nuovo anno e chiedendo donazioni per progetti di aiuto all’infanzia in tutto il mondo.
Quest’anno le canzoni natalizie dei piccoli Re Magi tedeschi sono dedicate a due progetti in Bangladesh, uno dei paesi con il più alto tasso di lavoro minorile al mondo: con molte famiglie che vivono in povertà spesso i bambini, devono lavorare per contribuire al reddito familiare, e a volte entrano in una spirale di costrizione e sfruttamento. Sono circa 1,8 milioni i bambini i bambini in Bangladesh costretti a lavorare, e secondo le stime ufficiali almeno 1,1 milioni sfruttati e sottopagati. Due progetti dimostrano come sia possibile ottenere un cambiamento: Caritas Bangladesh sostiene i bambini delle comunità indigene attraverso campagne di istruzione e sensibilizzazione. La Fondazione Abdur Rashid Khan Thakur (ARKTF) aiuta i bambini del Bangladesh occidentale a sottrarsi ai lavori pericolosi e consente loro di frequentare la scuola o ricevere una formazione professionale. Entrambi i partner rafforzano il diritto dei bambini alla protezione e all’istruzione, e quindi a una vita migliore.

