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Inghilterra e Galles: alla vigilia delle amministrative del 2 maggio le analisi raccontano la crisi del partito Conservatore

Il prossimo 2 maggio i cittadini inglesi si recheranno alle urne per scegliere oltre 2.600 consiglieri comunali e provinciali e 10 sindaci in 107 delle 317 autorità locali: un terzo di tutti i seggi disponibili. Ad essere eletti saranno anche il sindaco di Londra e di Liverpool, York e il consiglio comunale della capitale britannica. In Inghilterra e Galles si voterà anche per 37 “police and crime commissioners”, commissari che hanno il ruolo di supervisionare le forze di polizia. Tony Travers e Sara Hobolt, politologi della “London School of Economics” fanno il punto sul contesto elettorale

(Foto ANSA/SIR)

“L’importanza di questo sondaggio locale, per il Regno Unito, è che si svolge molto vicino alle elezioni generali che potrebbero essere tra quattro, cinque, sei mesi o anche nell’autunno, e questo significa che gli elettori guarderanno al risultato come a un barometro per capire che cosa sta succedendo nei vari partiti: Conservatori, Laburisti, Liberaldemocratici, Verdi e anche nella formazione di estrema destra “Reform” e in che direzione si sta muovendo l’opinione pubblica”. Così Tony Travers, docente di politica alla “London School of Economics” di Londra, spiega al Sir il significato delle elezioni del prossimo 2 maggio, quando i cittadini inglesi si recheranno alle urne per scegliere oltre 2.600 consiglieri comunali e provinciali e 10 sindaci in 107 delle 317 autorità locali: un terzo di tutti i seggi disponibili. Ad essere eletti saranno anche il sindaco di Londra e di Liverpool, York e il consiglio comunale della capitale britannica. In Inghilterra e Galles si voterà anche per 37 “police and crime commissioners”, commissari che hanno il ruolo di supervisionare le forze di polizia, mentre a Blackpool, Rimini inglese, sulla costa nordoccidentale, si svolgerà una elezione supplettiva, dopo che il deputato conservatore Scott Benton ha dovuto dimettersi per uno scandalo di corruzione.
Gli elettori, che devono avere almeno diciotto anni ed essere cittadini britannici, del Commonwealth o dell’Unione Europea, voteranno per gestione di spazzatura, parchi e piano regolatore, manutenzione delle scuole, biblioteche e scuole, aree di competenza delle autorità locali, dalle 7 del mattino alle 22.
Tony Travers risponde dalla sede “London School of Economics” insieme alla collega Sara Hobolt, docente di istituzioni europee presso il medesimo istituto, dove è in corso un incontro con la stampa straniera.
“Non c’è dubbio che i Tories perderanno seggi mentre laburisti e liberaldemocratici li guadagneranno”, spiega ancora Travers, “la grande incognita è quale sarà il volume delle perdite del partito di governo e dei guadagni dell’opposizione. In questo momento sembra che i conservatori andranno male, ma non in modo catastrofico. Se dovessero perdere moltissimo esiste la possibilità che il partito decida di sostituire il suo leader e premier britannico Rishi Sunak per cercare di evitare una sconfitta cocente alle prossime elezioni generali. Per quanto assurdo possa sembrare un ennesimo cambio di leadership, dopo Theresa May, Boris Johnson e Liz Truss, i parlamentari Tory sono disperati e disposti a tutto pur di evitare di perdere le prossime elezioni politiche visto che i sondaggi li danno indietro di venti punti rispetto ai laburisti”.
Una vittoria del partito di opposizione è prevista anche a Londra dove il sindaco, Sadiq Khan, si avvia ad essere il primo eletto, per tre volte consecutive, anche se è meno popolare che in passato per la sua determinazione a introdurre “Ulez”, la zona a traffico limitato più grande nel mondo. Una novità che non è piaciuta ai londinesi, stante il pagamento di una tariffa giornaliera di circa 15 euro per accedere alla grande aerea metropolitana della capitale, se non si possiedono veicoli che rispettano le soglie più basse per le emissioni di CO2.
“La rivale di Khan, Susan Hall, è poco conosciuta, ma il sindaco potrebbe vincere con un margine molto limitato perché molti potrebbero scegliere di votare Liberaldemocratici o Verdi o di stare a casa. Ormai il 52% dei londinesi dicono non apprezzano la gestione di Khan”, spiega Sara Hobolt.
E che ruolo gioca, in queste elezioni generali, Brexit, l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea, per la quale hanno votato la maggioranza dei britannici nel 2016?Secondo Hobolt, l’argomento non è mai stato meno importante nel dibattito politico britannico: “Nessuno dei due partiti maggiori vuole parlarne, anche se, ormai, esiste una maggioranza tra gli elettori per il rientro in Europa. I Conservatori sostengono che la Brexit è stata completata, mentre i Laburisti, per vincere le prossime elezioni generali, devono recuperare quei seggi sempre stati loro, ma passati ai Tories nel 2019, proprio perché gli elettori volevano abbandonare la Ue. Si rifiutano, quindi, di rispondere a domande sull’argomento mercato unico e unione doganale”, spiega l’esperta. “Ma – prosegue – se i laburisti vincono le prossime elezioni generali, come ci dicono i sondaggi, verrà riaperto il dibattito sul rientro in Europa? E’ difficile rispondere. Certo non vi sarà un secondo referendum, ma vi sarà una maggioranza di parlamentari e di elettori molto europeisti, senza le divisioni che esistono sull’argomento nel partito conservatore, che ha anche un’ala estrema molto euroscettica”.

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