Marcinelle, memoria e monito. Tutele e sicurezza nei luoghi di lavoro

L'8 agosto 1956 persero la vita 262 minatori, 136 dei quali italiani, in una miniera di carbone in Belgio. Le parole di Mattarella, di mons. Perego, delle istituzioni, dei sindacati e delle associazioni. Ancora oggi, dopo 66 anni, troppi morti sui luoghi di lavoro. Servono misure di sicurezza, garanzie, diritti. Il presidente della Repubblica: “L’emigrazione dei nostri connazionali e il sacrificio che questa ha comportato hanno segnato l’identità dell’Italia e anche lo stesso processo d’integrazione europea”

L'incendio sviluppatosi nella miniera di carbone di Marcinelle (Belgio) l'8 agosto 1956 (Foto ANSA/SIR)

Risuona 262 volte la campana al Bois du Cazier di Marcinelle, nel bacino carbonifero di Charleroi, durante la commemorazione del 66° anniversario della tragedia dell’8 agosto 1956: un incendio sviluppatosi in una galleria della miniera, a quasi mille metri di profondità, costò la vita a 262 minatori, 136 dei quali italiani. I nomi dei lavoratori, in gran parte immigrati in Belgio da vari Paesi dell’Europa post bellica, vengono scanditi, uno per uno. La commozione è grande: il tempo non lenisce le ferite e semmai richiama il sacrificio odierno di tante persone che, ancora oggi, perdono la salute o – molto spesso – la vita sul posto di lavoro.

Mattarella: il “grazie” commosso dell’Italia. “Rivolgo un commosso pensiero ai minatori che l’8 agosto 1956 perirono a Marcinelle. Quella tragedia costò la vita, tra gli altri, a 136 connazionali”, afferma il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione dell’anniversario di Marcinelle che corrisponde alla Giornata nazionale del sacrificio del lavoro italiano nel mondo. “L’emigrazione dei nostri connazionali e il sacrificio che questa ha comportato – dichiara il capo dello Stato – hanno segnato l’identità dell’Italia e anche lo stesso processo d’integrazione europea. Le dolorose esperienze dei lavoratori migranti, maturate nei decenni precedenti il Trattato di Maastricht, hanno sollecitato la promozione dei diritti dei lavoratori al livello europeo, contribuendo alla creazione di un’Europa coesa, solidale, fondata anche su un pilastro sociale”. Mattarella aggiunge: “In questo spirito, rinnovo ai familiari delle vittime di quella tragedia e di tutti gli altri episodi che hanno tristemente coinvolto i nostri connazionali in altri contesti, i sentimenti di solidale partecipazione al loro dolore e, a tutti gli italiani che lavorano all’estero, le espressioni della riconoscenza della comunità nazionale”.

(Foto ANSA/SIR)

Mons. Perego: tutela dei lavoratori migranti. “L’8 agosto di ogni anno – giorno del ricordo della tragedia di Marcinelle, in Belgio, dove morirono 262 minatori, oltre la metà dei quali italiani – è diventata la Giornata del ricordo dei lavoratori italiani nel mondo, di ieri e di oggi”, segnala mons. Gian Carlo Perego, presidente della Commissione episcopale per le migrazioni (Cemi) e della Fondazione Migrantes. “L’Europa è stata ricostruita nel dopoguerra grazie anche il sacrificio di tanti lavoratori italiani emigrati all’estero: come anche la ricostruzione italiana deve molto ai sacrifici e alle rimesse di milioni di lavoratori italiani emigrati all’estero, soprattutto nei Paesi europei, lontani dai loro familiari”. Perego aggiunge: “Questo sacrificio, questo lavoro dei nostri emigranti continua anche oggi, con molti giovani e famiglie costretti a lavorare all’estero. L’unica Italia che cresce – come ha ricordato l’ultimo Rapporto ‘Italiani nel mondo’ della Fondazione Migrantes – è l’Italia all’estero. Anche oggi non sempre il lavoro italiano nel mondo, come quello degli immigrati in Italia, viene riconosciuto nei diritti fondamentali: precarietà, lavoro nero, sfruttamento avvengono anche in altri Paesi nei confronti dei nostri lavoratori”. “Questa Giornata ricorda i tanti lavoratori di ieri, ma non può dimenticare questi tanti lavoratori italiani di oggi che vivono all’estero – continua mons. Perego –. C’è un legame che il nostro Paese non può dimenticare e che deve crescere nell’attenzione alla tutela dei diritti civili e sociali, nelle pari opportunità. Anche l’Italia nel mondo è fondata sul lavoro, e i lavoratori all’estero non possono essere dimenticati, anche dalla Chiesa, che cammina con loro”.

Casellati: memoria e monito. “Rivolgo il mio saluto e quello di tutto il Senato della Repubblica ai partecipanti alla commemorazione dell’anniversario della tragedia di Marcinelle. Il ricordo delle 262 vittime di quella terribile sciagura, di cui 136 connazionali, resta sempre vivo nella memoria individuale e collettiva”. Anche la presidente del Senato Elisabetta Casellati rivolge un messaggio in occasione della commemorazione della tragedia mineraria in Belgio. “Le storie di questi lavoratori sono l’espressione della volontà di riscatto, del coraggio e della tenacia di intere famiglie che, nel secondo dopoguerra, lasciarono il loro Paese d’origine per cercare un futuro migliore. Il loro sacrificio e la loro determinazione hanno dato un contributo fondamentale alla costruzione dell’Italia di oggi e al rafforzamento delle radici della stessa Unione europea”. Casellati sottolinea: “Guardiamo dunque a quel passato doloroso con la consapevolezza che i vincoli di solidarietà tra persone e popoli, e un rinnovato sentimento di condivisione e reciproca fiducia, ci consentiranno di affrontare le sfide così complesse del nostro presente”.

Forni (Anmil): le tragedie continuano. Messaggi e ricordi giungono anche dai sindacati, dalle associazioni di lavoratori mutilati e invalidi, dai partiti politici (non senza qualche spiacevole polemica sollevata da taluni leader). Il segretario generale della Cisl Luigi Sbarra afferma in un tweet: “66 anni fa la tragedia di Marcinelle, una delle pagine più buie dell’immigrazione italiana nel mondo. Il ricordo dei quei morti continua ancora oggi ad essere un monito forte per tutti. Accoglienza, integrazione, sicurezza, inclusione sono la base di un’Europa davvero coesa e unita”. Il presidente nazionale Anmil Zoello Forni (Associazione nazionale fra i lavoratori mutilati e invalidi del lavoro) prende le mosse da una vicenda personale: ”Avevo 17 anni quando avvenne la Strage di Marcinelle e la ricordo come fosse oggi, per via del grave infortunio sul lavoro subìto pochi anni prima, a soli 13 anni, che mi provocò l’amputazione della gamba”. Per poi aggiungere: “Purtroppo, le tragedie nelle miniere restano ancora attuali in tutto il mondo. Solo pochi giorni fa, dieci persone sono morte e sette sono rimaste ferite, in Cina, dopo il crollo di parte di una montagna in cui era presente una miniera di carbone mentre dodici minatori in Slovenia sono rimasti feriti in seguito a un crollo avvenuto nella miniera di carbone di Velenje”. ”All’origine del disastro di Marcinelle ci fu un banale accidente – specifica Forni –, ma quei lavoratori rimasero uccisi soprattutto dalla mancanza di misure protettive e dalla disorganizzazione, e per questo non bisogna dimenticare affinché non si ripetano gli stessi errori”. Infine, “questa giornata rappresenta un’occasione per rivendicare la centralità dei diritti di ogni lavoratore, oltre ad essere un doveroso momento di riflessione sul sacrificio di chi ancora oggi perde la vita nello svolgimento del proprio dovere”.

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