Fafce: famiglia, futuro democratico e demografico dell’Europa

La Federazione delle associazioni familiari cattoliche in Europa ha prodotto una risoluzione quale contributo alla Conferenza sul futuro dell’Ue. “Investire sulle famiglie quale presidio sociale e democratico”. L’appoggio da parte di Ccee e Comece. Il presidente Bassi al Sir: “Siamo qui ad assumerci le nostre responsabilità e a metterci al servizio della comunità”

(Photo SIR/European Commission)

“La famiglia è il futuro democratico e demografico dell’Europa”: è il titolo di un documento approvato dal Consiglio della Fafce (Federazione delle associazioni familiari cattoliche in Europa) quale contributo alla Conferenza sul futuro dell’Europa che ha preso avvio il 9 maggio a Strasburgo. La risoluzione mette in evidenza il ruolo delle famiglie nelle rispettive comunità locali e nazionali e ne afferma l’importanza per la conservazione dell’equilibrio demografico e dei valori democratici.

Prima rete di impegno sociale. Il testo della risoluzione, votata questa settimana a Bruxelles durante la riunione Fafce, si dispiega in sette paragrafi. “La famiglia è la prima comunità di persone e la prima rete di impegno sociale. Tutti i corpi intermedi nascono come comunità di famiglie. Sia il mercato che lo Stato esistono al servizio della comunità”, vi si legge. I principi democratici, afferma Fafce, “derivano dall’esperienza cristiana della dignità umana e sono trasmessi da generazioni di famiglie; questi principi sono il risultato del senso di responsabilità vissuto in famiglia, da cui nascono il rispetto reciproco tra uomo e donna, la stima per il ruolo essenziale dell’anziano, l’attenzione al bene comune”. In famiglia, “i bambini crescono fino a diventare cittadini responsabili e impegnati, in grado di prendersi cura dei più deboli e poveri delle loro comunità”.

Dignità umana, bene comune. “Anche alla luce della pandemia, il ruolo della famiglia – prosegue il documento – è quello di trasmettere i principi democratici e di condividerli all’interno delle proprie comunità, attraverso reti di famiglie e associazioni familiari, trascendendo non solo la società, ma anche i Paesi”, come dimostra l’esistenza della stessa Fafce. “Nonni e genitori svolgono un ruolo chiave nella trasmissione della conoscenza e della memoria culturale, affermata dalla loro esperienza di carità, pace, giustizia e solidarietà”. E ancora: “Una democrazia autentica non è semplicemente il risultato di un insieme di regole o di un modello esportabile; è piuttosto la virtù di affermare e testimoniare la dignità di ogni persona umana e l’impegno per il bene comune”.

Sostenibilità generazionale. Nel testo si legge inoltre: “La democrazia è impossibile senza le famiglie e il loro apporto generativo al futuro delle loro comunità. Le famiglie dovrebbero quindi essere riconosciute per il loro ruolo di agenti di democrazia, centri di azione sociale e protagonisti delle politiche demografiche e familiari. Pertanto, lo Stato e le istituzioni pubbliche, adottando un approccio dal basso verso l’alto, dovrebbero favorire la libertà e l’esempio democratico portato avanti dalle famiglie, nel rispetto del principio di sussidiarietà”. Infine: “La sostenibilità generazionale costituisce una condizione necessaria per la democrazia in Europa: senza nuove generazioni per sostenere la democrazia, non c’è futuro per l’Europa né per la sua cultura democratica”.

Motori della democrazia. Secondo Fafce, l’Europa “deve affrontare nuove sfide che richiedono solidarietà. La solidarietà intergenerazionale e la solidarietà tra famiglie sono i primi esempi da cui gli attori politici possono imparare”. Fafce invita dunque “le parti interessate dell’Unione europea e nazionali a riconoscere il ruolo delle famiglie e ad investire su di esse”, consentendo loro di “essere motori della democrazia partecipativa e garanti del pluralismo”.

L’esperienza quotidiana. “Questa risoluzione si vuole inserire proprio nel contesto della Conferenza sul futuro dell’Europa; come ha ricordato Papa Francesco: ‘Se le famiglie non sono al centro del presente, non ci sarà futuro; ma se le famiglie ripartono, tutto riparte’”. Lo dichiara al Sir Vincenzo Bassi, presidente Fafce, illustrando il documento. “Non si può parlare in maniera realistica e concreta di principi democratici né tantomeno di futuro dell’Europa se non si riparte dalla realtà della famiglia, come esempio di generatività”, sottolinea Bassi. “La generatività, infatti, si comprende soltanto partendo dall’esperienza quotidiana delle famiglie e delle nostre associazioni, nel loro contributo generoso al bene comune. Noi – associazioni familiari di tutta Europa – siamo qui ad assumerci le nostre responsabilità e a metterci al servizio della comunità”.

“L’autentica buona novella”. Durante la riunione semestrale del 26 e 27 maggio, tenutasi on line, Fafce (federazione che raccoglie 28 associazioni di 18 Stati europei) ha ricevuto un sostegno e incoraggiamento da padre Martin Michalíček, segretario generale del Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa (Ccee): “Contiamo sulla vostra presenza in Europa per portare il vangelo della famiglia, l’autentica buona novella della famiglia”. Dal canto suo padre Manuel Barrios Prieto, segretario generale della Commissione delle Conferenze episcopali dell’Unione europea (Comece), ha sottolineato il ruolo centrale svolto dalle associazioni familiari, in quanto “testimoniano la bellezza della famiglia e possono arrivare dove le istituzioni a volte non riescono ad arrivare”. Fafce ha inoltre discusso con Mattia de Grassi, membro del gabinetto del vicepresidente della Commissione europea Dubravka Šuica e del segretariato della Conferenza sul futuro dell’Europa, su come valorizzare al meglio l’opportunità del lancio del conferenza per attirare una maggiore attenzione sulla centralità della famiglia nella vita e nella democrazia europee.

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