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Concluso il Sinodo della Chiesa d’Inghilterra. Al centro ambiente, lotta agli abusi e aiuto ai più poveri

Molti e importanti gli impegni presi dai vescovi anglicani al termine del Sinodo generale della Chiesa di Inghilterra tenutosi questa settimana alla Church House di Londra. Tra i punti più importanti l’azzeramento delle emissioni di CO2, il pieno sostegno all’inchiesta di Stato sugli abusi - con promessa di compensazione per le vittime - e la decisione di assumersi costi e organizzazione dei funerali dei più poveri. Ma c'è stato anche spazio per una riflessione sulla sessualità e il matrimonio eterosessuale.

Un obiettivo più ambizioso di quello del governo britannico per quanto riguarda l’azzeramento delle emissioni di CO2, il pieno sostegno all’inchiesta di Stato sugli abusi con promessa di compensazione per le vittime e la decisione di assumersi costi e organizzazione dei funerali dei più poveri, oggi a carico dello Stato.
Questi i temi più importanti all’ordine del giorno del Sinodo generale della Chiesa di Inghilterra che si è riunito questa settimana, da lunedì a giovedì, a Church House, il quartiere generale della Chiesa di stato inglese, a due passi dal parlamento e dalla Westminster Abbey.
È stata anche l’ultima volta di molti dei membri che compongono le tre camere dell’organo che controlla la “Church of England”. Vescovi, pastori e laici, infatti, verranno rieletti durante l’estate e la nuova formazione sarà inaugurata tra il 23 e il 25 novembre prossimo con una funzione speciale nella Westminster Abbey alla quale dovrebbe partecipare anche la Regina Elisabetta.

La Chiesa è ancora razzista. Molto forti sono state le dichiarazioni, a metà Sinodo, del Primate anglicano Justin Welby in tema di razzismo. “La Chiesa d’Inghilterra è ancora istituzionalmente profondamente razzista”, ha detto l’arcivescovo di Canterbury che ha aggiunto di “provare vergogna” e di volersi scusare per come Chiesa e Stato, in Gran Bretagna, hanno escluso per anni migranti di colore, asiatici e appartenenti ad altre minoranze etniche. Quella cosiddetta “generazione Windrush”, arrivata qui a partire dagli anni cinquanta, che comprende cittadini britannici a tutti gli effetti che sono stati deportati o si sono visti negato il diritto di rimanere dal governo di Theresa May.

Zero emissioni entro il 2030. Sempre mercoledì il Sinodo ha deciso di porsi come obiettivo l’azzeramento delle emissioni di CO2 al più tardi entro il 2030, con ben vent’anni di anticipo, quindi, rispetto al governo di Boris Johnson, che punta all’eliminazione dei gas serra entro il 2050. “Vogliamo controllare il dispendio di energia in ogni parrocchia per vedere se è possibile evitare gli sprechi di calore isolando meglio le costruzioni. Un grande lavoro se pensiamo che siamo responsabili di 40mila edifici molti dei quali antichi e anche di epoca medioevale”, ha spiegato al Sir il vescovo Nicholas Holtam, responsabile della diocesi di Salisbury e portavoce in materia di ambiente.

Le scuse dell’arcivescovo di Canterbury.

“Abbiamo bisogno di ascoltare le vostre voci”

ha detto il Primate Justin Welby alle vittime degli abusi durante il dibattito sulla mozione che chiedeva al sinodo di dare il proprio appoggio alle raccomandazioni dell’inchiesta di stato, l’“Independent inquiry into child sexual abuse” che indaga, dal 2015, su vertici e modo di operare di varie istituzioni, tra le quali anche il parlamento di Westminster. L’arcivescovo di Canterbury ha poi letto il messaggio di un sopravvissuto agli abusi che ringraziava il vescovo di Bath and Wells Peter Hancock per aver saputo dare vita, dentro la Chiesa, a spazi sicuri dove le vittime possano confidare il loro dolore e ricevere aiuto. È toccato poi al vescovo di Huddersfield Jonathan Gibbs, che sostituirà il vescovo Hancock nella responsabilità di gestire questo delicato settore, promettere alle vittime che riceveranno somme adeguate come compensazione. Per la Chiesa sarà un carico di diversi milioni di sterline, diversi milioni di euro, ma “la risposta agli abusi sessuali”, ha detto il vescovo Gibbs, “deve essere guidata dalla giustizia e dalla compassione del Regno di Dio, non dalla volontà della Chiesa di proteggere la propria reputazione e i propri interessi finanziari”.Basta ai funerali dei poverissimi. Sempre un’ottica di generosità ha anche guidato la decisione della Chiesa di stato inglese di avviare un gruppo di lavoro per vedere se è possibile mettere la parola fine ai cosiddetti “paupers’ funerals”, i funerali dei poverissimi, aumentati del 70% tra il 2015 e il 2018. Si tratta di cerimonie molto tristi perché le amministrazioni comunali sono costrette a intervenire per dare una sepoltura a chi è rimasto senza soldi e gestiscono la funzione in modo anonimo, rifiutandosi anche di restituire le ceneri ai parenti.

Ha suscitato una serie di domande, durante la prima giornata del Sinodo, lunedì 10, la dichiarazione della camera dei vescovi dei giorni scorsi dove si è ribadito che “soltanto il matrimonio eterosessuale tra un uomo e una donna è il contesto giusto per i rapporti sessuali”. Ancora in materia di sessualità, il Sinodo ha ascoltato una relazione su “Living in love and faith”, “Vivere nell’amore e nella fede”, progetto avviato nel febbraio 2017 per garantire risorse che aiutino parrocchie e diocesi a vedere come questioni di identità e di rapporti tra i sessi si inseriscono in un modello cristiano di santità.

In conclusione il Sinodo ha anche approvato un piano di iniziative sportive, da avviare in sette diocesi, che comporta l’organizzazione di club di football e corsi di fitness come occasioni per diffondere il messaggio cristiano.

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