Madre Cabrini, da Sant’Angelo Lodigiano a New York una vita per migranti, scuole, ospedali e dignità degli emigrati

Santa Francesca Saverio Cabrini, nata a Sant’Angelo Lodigiano nel 1850, fondò le Missionarie del Sacro Cuore di Gesù e dedicò la vita agli emigrati italiani. Dopo l’invito di Leone XIII partì per New York, dove avviò scuole, ospedali e orfanotrofi. La sua eredità continua oggi nell’impegno per migranti e fragilità sociali

“Oggi è tempo che l’amore non sia nascosto, ma diventi operoso, vivo e vero”. Con queste parole Papa Francesco ha accolto le Missionarie del Sacro Cuore di Gesù, ricordando l’eredità di Santa Francesca Saverio Cabrini, la donna che trasformò la fede in un’opera di accoglienza e promozione umana. Una figura che continua a parlare al nostro tempo, segnato da nuove migrazioni e fragilità sociali.
Francesca — Maria Francesca Cabrini all’anagrafe — nacque il 15 luglio 1850 a Sant’Angelo Lodigiano, ultima di dieci figli. Fragile di salute crebbe ascoltando le storie dei missionari e sognando la Cina. Studiò con impegno, ottenne il diploma magistrale e chiese di entrare tra le Figlie del Sacro Cuore, le sue maestre. Fu respinta: il suo fisico gracile sembrava incompatibile con la vita religiosa. Ma quella porta chiusa divenne l’inizio di un cammino nuovo.
Accettò l’invito di don Antonio Serrati a collaborare con la Casa della Provvidenza di Codogno, dove insegnò e si formò. Qui, nel 1877, emise i voti religiosi e aggiunse al suo nome quello di Saverio, in onore del grande missionario gesuita che andò in Cina. Dopo anni difficili il vescovo di Lodi, mons. Domenico Gelmini, la incoraggiò a fondare un istituto proprio. Francesca non esitò: nel 1880, con sette giovani donne, diede vita alle Missionarie del Sacro Cuore di Gesù.
“Un piccolo gruppo di vergini, raccolte intorno alla Rev. Madre Francesca Saverio Cabrini, si sentiva mosso dal più vivo desiderio di dar vita a un Istituto religioso che attingesse dal Sacro Cuore di Gesù l’impulso di viva fede e di santo coraggio”. La casa scelta per la fondazione – un antico convento francescano – fu individuata dalla stessa Cabrini con un’intuizione che le suore definirono “provvidenziale”. Il 14 novembre 1880, entrando in quella casa, scrissero: “A ciascuna di noi è sembrato di essere sulla soglia del Paradiso”.
Il sogno della Cina sembrava vicino, ma la storia stava preparando un’altra rotta. L’incontro con mons. Giovanni Battista Scalabrini, già impegnato nell’assistenza agli emigranti italiani, e soprattutto l’udienza con Leone XIII cambiarono tutto. Il Papa le disse: “Non ad Oriente, Cabrini, ma all’Occidente”. Non la Cina, ma New York. Non i pagani lontani, ma gli italiani abbandonati nelle periferie dell’America industriale.

Foto https://www.cabriniworld.org/it/madre-cabrini/

Il 31 marzo 1889 Francesca sbarcò a New York con sette suore e nessun sostegno economico. Ad attenderla, migliaia di connazionali sfruttati, analfabeti, senza diritti. “Poveri italiani, senza Dio, senza patria, senza pane”, scriverà. Li cercava nei porti, nei ghetti, nei tuguri dove nessuno voleva entrare. Organizzò catechismo, scuole, orfanotrofi, laboratori. Divenne madre, maestra, consigliera, amica. Restituì dignità a un popolo ferito, insegnando loro a integrarsi senza perdere la propria identità.
Viaggiò tra Stati Uniti, America Centrale, Sud America ed Europa. Attraversò ventiquattro volte l’Atlantico — “la strada dell’orto della sua casa di Sant’Angelo”, diceva — e fondò sessantasette opere: scuole, ospedali, orfanotrofi, centri sociali. Tra questi, il Columbus Hospital di New York (1892) e quello di Chicago, dove morì il 22 dicembre 1917.
La sua forza era la preghiera. Alle sue suore prescrisse  ore di adorazione quotidiana: l’azione doveva nascere dall’unione con il Cuore di Gesù. E non si limitò a soccorrere gli ultimi: cercò di toccare anche i cuori dei potenti, affinché la società diventasse più giusta e fraterna.
Beatificata nel 1938, canonizzata nel 1946 da Pio XII e proclamata nel 1950 patrona degli emigranti, è la prima cittadina degli Stati Uniti canonizzata dalla Chiesa cattolica. Oggi le Missionarie del Sacro Cuore sono presenti in quindici Paesi e continuano la sua missione con scuole, ospedali, centri di spiritualità, servizi sociali e programmi per migranti e anziani. La loro visione resta quella che Madre Cabrini consegnò loro: essere amore dove l’amore manca, essere speranza dove la speranza sembra spenta.

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