Rosa Venerini: una vita che ha cambiato il destino dell’educazione femminile

La santa trasformò la fede in un’opera educativa che la portò alla fondazione delle prime scuole pubbliche femminili in Italia, sfidando pregiudizi e resistenze. La sua missione aprì nuove vie per la formazione delle donne e segnò profondamente la società del suo tempo.

(Foto Siciliani - Gennari/SIR)

“Santa Rosa Venerini è un altro esempio di fedele discepola di Cristo, pronta ad abbandonare tutto per compiere la volontà di Dio”. Così Papa Benedetto XVI parla di Santa Rosa Venerini il giorno della sua canonizzazione, 15 ottobre 2006, aggiungendo che “dal suo abbandono in Dio, scaturiva la lungimirante attività che svolgeva con coraggio a favore dell’elevazione spirituale e dell’autentica emancipazione delle giovani donne del suo tempo. Santa Rosa non si accontentava di fornire alle ragazze un’adeguata istruzione, ma si preoccupava di assicurare loro una formazione completa, con saldi riferimenti all’insegnamento dottrinale della Chiesa”.

La religiosa aveva fondato la Congregazione delle Maestre Pie Venerini. Papa Ratzinger, ricordando questo ha evidenziato “quanto attuale ed importante è anche per l’odierna società il servizio che esse svolgono nel campo della scuola e specialmente della formazione della donna!”. Parole queste che aprono uno squarcio immediato sulla figura di questa donna che non si è limitata a vivere la fede ma l’ha trasformata in un’opera concreta, capace di incidere sulla società del suo tempo e di proiettarsi ben oltre i confini della sua epoca.

Foto Maestre Pie Venerini

La Venerini era nata a Viterbo nel 1656, cresciuta in una famiglia colta e profondamente cristiana, sviluppò presto una sensibilità fuori dal comune. La sua giovinezza fu attraversata da interrogativi e tensioni interiori: il mondo la attirava, ma la promessa fatta a Dio la richiamava con forza maggiore. Non trovando risposta né nel matrimonio né nella clausura, comprese che la sua vocazione non coincideva con i modelli tradizionali. Era chiamata a un “altrove” ancora senza nome. E nel 1684 iniziò a radunare donne e ragazze per la recita del Rosario. Fu lì, ascoltando le loro parole semplici e spesso intrise di ignoranza religiosa, che intuì la vera povertà del suo tempo: la mancanza di istruzione, soprattutto per le donne. Non bastava pregare insieme; occorreva offrire strumenti per comprendere la vita, la fede, la dignità personale. Da questa consapevolezza nacque una scuola pubblica femminile, la prima in Italia. Il 30 agosto dell’anno successivo, con l’approvazione del vescovo di Viterbo, il card. Urbano Sacchetti, Rosa lasciò la casa paterna e aprì la sua prima scuola. L’iniziativa suscitò sospetti, resistenze, persino ostilità. Il clero temeva di perdere il monopolio del catechismo; i benpensanti non accettavano che una donna dell’alta borghesia si dedicasse all’educazione delle ragazze del popolo. Ma Rosa non arretrò. La sua forza non era ostinazione personale: era la certezza di rispondere a un disegno più grande. La sua fama superò i confini di Viterbo e raggiunse Montefiascone, dove il cardinale Barbarigo la chiamò per fondare nuove scuole. Rosa accettò, consapevole che ogni nuova apertura era un passo verso un mondo più giusto. In quegli anni riconobbe e formò Lucia Filippini, destinata a diventare a sua volta fondatrice e santa.

A Roma, nel 1706 la prima esperienza negativa: la scuola fallì lasciandole un dolore profondo. Ma non si arrese: sei anni dopo, grazie all’aiuto dell’abate Degli Atti, aprì una scuola nel cuore della città. Il 24 ottobre 1716 papa Clemente XI volle visitarla personalmente. Dopo aver assistito alle lezioni, le disse: “Signora Rosa, voi fate quello che Noi non possiamo fare… con queste scuole santificherete Roma”. Era il riconoscimento pubblico di un’opera che stava cambiando il volto dell’educazione femminile. Quando morì, il 7 maggio 1728, aveva fondato più di quaranta scuole. Ma soprattutto aveva aperto una strada nuova: una comunità religiosa apostolica, non chiusa in clausura ma immersa nella vita del popolo. Le sue spoglie vennero tumulate nella Chiesa del Gesù e nel 1952, in occasione della Beatificazione, furono trasferite nella cappella della Casa Generalizia, a Roma.

Foto Maestre Pie Venerini

Oggi la Congregazione delle Maestre Pie Venerini, fondate da Santa Rosa, si dedicano all’istruzione e all’educazione cristiana della gioventù e sono presenti, oltre che in Italia, in Albania, Brasile, Camerun, Cile, India, Nigeria, Romania, Stati Uniti d’America e Benin.

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