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Papa Francesco: “Pace giusta per popolo palestinese e israeliano”

Papa Francesco ha concluso l'udienza di oggi con un ennesimo appello per i "popoli che soffrono la guerra", chiedendo di non dimenticare la "martoriata Ucraina" e auspicando una "pace giusta" per il popolo palestinese e israeliano. Al centro della catechesi, la figura della mistica francese Madeleine Delbrêl

(Foto AFP/SIR)

“Pensiamo e preghiamo per i popoli che soffrono la guerra”. È l’appello di Papa Francesco, al termine dell’udienza di oggi, durante i saluti ai fedeli di lingua italiana. “Non dimentichiamo la martoriata Ucraina e pensiamo al popolo palestinese e israeliano”, ha proseguito il Papa: “Che il Signore ci porti a una pace giusta. Si soffre tanto: soffrono i bambini, soffrono gli ammalati, soffrono i vecchi e muoiono tanti giovani”. “La guerra sempre è una sconfitta, non dimentichiamolo: sempre è una sconfitta”, ha ribadito il Santo Padre nel suo ennesimo appello per la pace. Dedicata a Madeleine Delbrêl, nata nel 1904 e morta nel 1964, assistente sociale, scrittrice e mistica, che ha vissuto per più di trent’anni nella periferia povera e operaia di Parigi.

“Soltanto in cammino noi possiamo vivere in un equilibrio della fede, che è uno squilibrio: come la bicicletta, se tu ti fermi non reggi”.

Così il Papa ha commentato quella che la stessa mistica francese definiva una “spiritualità della bicicletta”. “Madeleine aveva il cuore il cuore costantemente in uscita”, ha spiegato Francesco a proposito della figura femminile al centro dell’udienza di oggi: “Si lascia interpellare dal grido dei poveri. Sentiva che il Dio Vivente del Vangelo dovrebbe bruciarci dentro finché non avremo portato il suo nome a quanti non lo hanno ancora trovato. In questo spirito, rivolta verso i sussulti del mondo e il grido dei poveri, Madeleine si sente chiamata a ‘vivere l’amore di Gesù interamente e alla lettera, dall’olio del Buon samaritano fino all’aceto del Calvario, donandogli così amore per amore perché, amandolo senza riserve e lasciandosi amare fino in fondo, i due grandi comandamenti della carità si incarnino in noi e non facciano che uno’”.

“Dopo un’adolescenza vissuta nell’agnosticismo, non credeva a nulla, a circa vent’anni Madeleine incontra il Signore, colpita dalla testimonianza di alcuni amici credenti”,

ha raccontato il Papa: “Si mette allora alla ricerca di Dio, dando voce a una sete profonda che sentiva dentro di sé, e arriva a comprendere che quel ‘vuoto che gridava in lei la sua angoscia’ era Dio che la cercava. La gioia della fede la porta a maturare una scelta di vita interamente donata a Dio, nel cuore della Chiesa e nel cuore del mondo, semplicemente condividendo in fraternità la vita della ‘gente di strada’. Poeticamente si rivolgeva a Gesù così: ‘Per essere con Te sulla Tua strada, occorre andare, anche quando la nostra pigrizia ci supplica di restare. Tu ci hai scelti per stare in uno strano equilibrio, un equilibrio che può stabilirsi e mantenersi solo in movimento, solo in uno slancio.

Un po’ come una bicicletta, che non si regge senza girare. Possiamo star dritti solo avanzando, muovendoci, in uno slancio di carità’”.

“Evangelizzando si viene evangelizzati”, un altro insegnamento di Madeleine, che riecheggiando San Paolo diceva: “Guai a me se evangelizzare non mi evangelizza”. “Evangelizzare evangelizza: è questa una bella dottrina”, ha commentato a braccio Francesco, secondo il quale “anche gli ambienti secolarizzati ci sono di aiuto per la conversione, perché i contatti con i non credenti provocano il credente a una continua revisione del suo modo di credere e a riscoprire la fede nella sua essenzialità”. “Guardando a questa testimone del Vangelo, anche noi impariamo che in ogni situazione e circostanza personale o sociale della nostra vita, il Signore è presente e ci chiama ad abitare il nostro tempo, a condividere la vita degli altri, a mescolarci alle gioie e ai dolori del mondo”, ha concluso il Papa.

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