Beatificazione famiglia Ulma. Schutz (Amb. Israele presso Santa Sede): “Il nostro debito verso la storia e la verità”

Il debito che abbiamo nei confronti della famiglia Ulma e degli altri giusti tra le nazioni è infinito. È un debito universale poiché il loro atto è servito da faro durante i periodi in cui la maggior parte dell’umanità era nell’oscurità e ci serve ancora oggi come faro e bussola. In quanto israeliano e figlio e nipote di ebrei tedeschi, ritengo che questo debito sia anche personale. La luce ha questa qualità, una piccola quantità può disperdere una grande oscurità, ma mentre rendiamo omaggio ai Giusti tra le Nazioni non dobbiamo evitare di ricordare quella grande oscurità

(Foto ANSA/SIR)

In un’emozionante cerimonia tenutasi il 10 settembre nel loro villaggio natale di Markowa, in Polonia, Jozef e Wiktoria Ulma e i loro sette figli sono stati beatificati, riconoscendo così il loro grande atto umano di protezione verso gli ebrei durante la Seconda Guerra Mondiale, un atto che costò loro tragicamente la vita. La beatificazione arriva 28 anni dopo il riconoscimento dei coniugi Ulma come giusti tra le nazioni nel 1995 da parte dello “Yad Vashem”, l’Ente nazionale per la Memoria della Shoah a Gerusalemme.

Papa Francesco, intervenendo all’Angelus, ha elogiato l’eroismo della famiglia Ulma: “Questa famiglia polacca, che rappresentò un raggio di luce nell’oscurità della seconda guerra mondiale, sia per tutti noi un modello da imitare nello slancio del bene e nel servizio di chi è nel bisogno”. Durante la cerimonia di beatificazione, il card. Marcello Semeraro, Prefetto del Dicastero delle Cause dei Santi, ha detto: “Il gesto di Józef e Wiktoria è stato un segno di obbedienza al comandamento di Dio”.

Il debito che abbiamo nei confronti della famiglia Ulma e degli altri giusti tra le nazioni è infinito. È un debito universale poiché il loro atto è servito da faro durante i periodi in cui la maggior parte dell’umanità era nell’oscurità e ci serve ancora oggi come faro e bussola. In quanto israeliano e figlio e nipote di ebrei tedeschi, ritengo che questo debito sia anche personale. La luce ha questa qualità, una piccola quantità può disperdere una grande oscurità, ma mentre rendiamo omaggio ai Giusti tra le Nazioni non dobbiamo evitare di ricordare quella grande oscurità.

Per grande oscurità intendo il fatto che persone come gli Ulma erano molto poche rispetto ad altre che presero parte attiva nella persecuzione degli ebrei attaccandoli direttamente o consegnandoli nelle mani dei nazisti. La stessa famiglia Ulma fu consegnata alle mani omicide dei nazisti da una persona del posto e sfortunatamente tali casi erano infinitamente più comuni di atti eroici come quelli degli Ulma.

Questa grande oscurità è ben documentata da molti storici autorevoli tra i quali figurano anche alcuni eminenti polacchi come Jan Grabowski, Jan Tomasz Gross ed altri. Il loro lavoro è importante perché ci permette di conoscere e comprendere meglio il contesto in cui hanno agito la famiglia Ulma e altri eroi come loro. Conoscere questo contesto è il nostro debito verso la storia e la verità. Ci sono molte buone ragioni per respingere fermamente le intenzioni di rivedere e riscrivere la storia e di introdurre false narrazioni al servizio di scopi politici. Non ultimo tra questi motivi è il nostro debito verso la sacra memoria della famiglia Ulma e verso la verità storica.

(*) ambasciatore di Israele presso la Santa Sede

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