Giordania: Vescovi Hlc ad Amman per incontrare i cristiani locali. Mons. Anselmi (Cei) “presenza cristiana da custodire e incentivare”

Al via oggi ad Amman, in Giordania, l’incontro del Coordinamento delle Conferenze episcopali a sostegno della Chiesa della Terra Santa (Holy Land Coordination, Hlc). Tema di quest’anno: “il ruolo e l’importanza della comunità cristiana in Giordania”. Saranno presenti vescovi delegati delle Conferenze episcopali di Italia, Germania, Islanda, Inghilterra, Irlanda, Francia, Stati Uniti, Scozia, Canada, Spagna, Slovacchia. Il Sir ha incontrato il vescovo di Rimini, mons. Nicolò Anselmi, rappresentante italiano all'Hlc

Vescovi Hlc (repertorio) © Mazur/catholicnews.org.uk

(Da Amman) Prende il via oggi (fino al 19 gennaio) ad Amman, in Giordania, l’incontro del Coordinamento delle Conferenze episcopali a sostegno della Chiesa della Terra Santa (Holy Land Coordination, Hlc). Tema di quest’anno: “il ruolo e l’importanza della comunità cristiana in Giordania”. Saranno presenti vescovi delegati delle Conferenze episcopali di Italia, Germania, Islanda, Inghilterra, Irlanda, Francia, Stati Uniti, Scozia, Canada, Spagna, Slovacchia, insieme a rappresentanti del Ccee, dell’Ordine del Santo Sepolcro, della Chiesa anglicana e di diversi enti e organismi ecclesiali internazionali. Moderatore dell’incontro sarà mons. Nicholas Hudson, vescovo ausiliare di Westminster della Conferenza episcopale di Inghilterra e Galles alla quale la Santa Sede ha da tempo affidato l’organizzazione di questo appuntamento che per tradizione si tiene in gennaio.

(Foto Siciliani-Gennari/SIR)

La presenza italiana all’Hlc. A rappresentare la Conferenza episcopale italiana (Cei) è stato chiamato, per la prima volta, mons. Nicolò Anselmi, dal 17 novembre 2022 vescovo di Rimini e reduce da un pellegrinaggio in Terra Santa.

“Tutta la Terra Santa – commenta al Sir – è particolarmente amata dai fedeli di tutto il mondo e per questo deve essere sempre posta all’attenzione delle Chiese così come i cristiani che la abitano la cui presenza deve essere custodita e incentivata”.

“Per questo in Giordania cercheremo di comprendere il ruolo e l’importanza della presenza cristiana che vive e assorbe tutte le tensioni palpabili della regione mediorientale. I temi della pace e della convivenza sono parte dell’insegnamento di Gesù. In Giordania conosceremo anche l’impegno che il Regno Hashemita sta mettendo nell’accoglienza di tanti migranti e rifugiati in fuga dai conflitti dell’area”. A tale proposito lo scorso 10 novembre Papa Francesco ha ricevuto in udienza privata Re Abdullah II Ibn Al Hussein di Giordania. Nel colloquio, come hanno riportato le fonti vaticane, si è parlato dell’importanza della stabilità e della pace in Medio Oriente, con particolare riferimento alla questione palestinese e al tema dei rifugiati. Il Papa ha ribadito la necessità di custodire la presenza cristiana nella regione e ha ringraziato il Re per il ruolo di protettore dei luoghi santi e per l’accoglienza offerta dalla Giordania ai migranti dell’aera.

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Programma dei lavori. I lavori si apriranno in serata con un primo briefing di presentazione e vedranno, nella giornata di domani, i vescovi fare visita e celebrare la Messa nelle parrocchie di Amman, Irbid, Ajloun, Jubehia, Fuheis e Sweifieh. Il programma prevede, inoltre, incontri con i leader della Chiesa cattolica giordana, con Caritas Jordan per parlare di rifugiati cristiani iracheni e siriani, presenti in gran numero nel Paese, con i giovani della Jec (pastorale giovanile della Chiesa latina), con i rappresentanti delle missioni diplomatiche in Giordania e con parlamentari di fede cristiana. Non mancheranno le visite al sito del Battesimo, al monte Nebo e al Centro di accoglienza e recupero disabili di Nostra Signora della pace. A chiusura di lavori verrà diffusa una dichiarazione finale.

Foto repertorio
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Le quattro ‘P’. Il Coordinamento di Terra Santa (Hlc), attivo dal 1998 e composto da vescovi di tutta Europa, Nord America e Sud Africa, è stato istituito su invito della Santa Sede con lo scopo di visitare e sostenere le comunità cristiane locali della Terra Santa. Il compito principale del Coordinamento risiede nelle cosiddette quattro ‘P’: “Preghiera, pellegrinaggio, pressione e presenza”. “La preghiera – spiega al Sir padre Mark Madden, segretario dell’Hlc – è la cornice di ogni incontro annuale, con la celebrazione quotidiana della Messa, spesso in diversi riti”. Il pellegrinaggio è uno degli aspetti più interessanti dell’iniziativa: “I vescovi in visita, consapevoli dell’importanza dei pellegrinaggi per i cristiani locali, hanno sempre fatto sforzi per incentivare l’arrivo in Terra Santa di pellegrini dei loro paesi e diocesi d’origine. Pressione o persuasione, si riferisce al lavoro da svolgere dopo l’incontro annuale, quando, una volta tornati a casa, i vescovi sono chiamati a riferire alle proprie Conferenze episcopali, ai rispettivi governi, parlamentari, diplomatici e media su una vasta gamma di questioni che riguardano la vita dei cristiani”.

“In linea con l’approccio che la Santa Sede adotta ovunque, i vescovi – precisa padre Madden – non cercano privilegi per i cristiani, ma dignità e giustizia per loro e per altri in simili conflitti”.

Infine la quarta ‘P’, presenza: “I vescovi con la loro presenza sperano soprattutto di ricordare alle ‘pietre vive’ delle comunità cristiane di Terra Santa che non sono dimenticate dai loro fratelli e sorelle in altre parti del mondo. Sebbene i vescovi del Coordinamento non visitino la Terra Santa per motivi politici, la loro visita li mette spesso di fronte a problemi politici e sociali complessi. Per questo diffondono, al termine dei lavori, un comunicato finale nel quale esprimono il loro punto di vista su quanto visto e udito, senza tuttavia allontanarsi dalla motivazione essenzialmente pastorale della loro presenza”.

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