Ucraina. P. Samsonov: “Appello per una soluzione pacifica, ma ‘non a tutti i costi'”

“Qui a Kiev la situazione è ancora apparentemente tranquilla. Le persone vivono normalmente, escono e continuano con la loro quotidianità. Tuttavia, c’è molta tensione. Tutte le conversazioni sono incentrate su questa crisi e nessuno sa cosa aspettarsi. Siamo tutti attenti alle notizie che arrivano dai media e dai social, c’è preoccupazione ma anche desiderio di difendere i propri valori e la patria”. A dirlo al Sir è p. Aleksey Samsonov, direttore di Radio Maria Ucraina. Il sacerdote, raggiunto nella sua abitazione a Kiev, ha raccontato come il Paese sta vivendo le tensioni con la Russia e ha parlato dei venti di una possibile guerra che spirano da Est

(Foto Ansa/SIR)

“Qui a Kiev la situazione è ancora apparentemente tranquilla. Le persone vivono normalmente, escono e continuano con la loro quotidianità. Tuttavia, c’è molta tensione. Tutte le conversazioni sono incentrate su questa crisi e nessuno sa cosa aspettarsi. Siamo tutti attenti alle notizie che arrivano dai media e dai social, c’è preoccupazione ma anche desiderio di difendere i propri valori e la patria”.
A dirlo al Sir è p. Aleksey Samsonov, direttore di Radio Maria Ucraina. Il sacerdote, raggiunto nella sua abitazione a Kiev, ha raccontato come il Paese sta vivendo le tensioni con la Russia e ha parlato dei venti di una possibile guerra che spirano da Est. “È una situazione cui siamo abituati – spiega –. Sono otto anni che il conflitto caratterizza le nostre vite. C’è anche una parte rilevante di popolazione che pensa che sia un ‘bluff’ del presidente russo Putin per raggiungere altri obiettivi”.

Tra l’altro a giorni saranno proprio otto anni dagli scontri in piazza Maidan a Kiev, dove persero la vita molte persone.

“Questa guerra è cominciata da tempo anche se se ne parla di più solo oggi – racconta p. Samsonov -. Noi siamo abituati a questo clima di costante tensione e incertezza, quindi la società inevitabilmente continua a funzionare: tutti vanno a lavoro e conducono una vita normale”.Nelle ultime settimane, però, il direttore di Radio Maria Ucraina ha rilevato che di fatto la città inizia a essere meno affollata: “Molti, in particolare stranieri, anche se hanno interessi economici e lavorativi, hanno preferito lasciare il Paese per aspettare la risoluzione di un conflitto

che ogni giorno sembra inasprirsi sempre di più”. “La guerra – prosegue – non è ancora arrivata a Kiev, ma si respira un clima strano, complici anche gli aerei militari ucraini che sorvolano costantemente la città”.
Padre Samsonov, che con il suo lavoro riesce a intercettare i pensieri della “pancia” del Paese, in ultimo ha anche rivolto un appello affinché tutto si risolva “con una soluzione pacifica senza ulteriori conflitti”.

Una pace, però, “che deve però tener conto anche della nostra storia, della nostra identità”.

“Non è possibile accettare – ha concluso – tutto ciò che la Russia e Putin chiedono. Abbiamo i nostri valori, la nostra libertà e la nostra democrazia. Conquiste che sono costate care e che dobbiamo difendere”.

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