Francia: i vescovi nel giorno del voto sul fine vita, “da questa scelta dipenderà il modello futuro della nostra società”

Nel giorno del voto solenne dell’Assemblea nazionale sulla proposta di legge relativa al fine vita, atteso oggi pomeriggio, la Presidenza della Conferenza episcopale francese (Cef) invita i deputati “a misurare la portata della loro decisione”. Una legge destinata a “impegnare durevolmente la società e la solidarietà tra le generazioni” – si legge nel comunicato – avrebbe richiesto “un vero ascolto, un reale pluralismo e dibattiti all’altezza della posta in gioco”, condizione che non si è verificata fino al termine dell’esame del testo. I vescovi lamentano che sia stata “dolorosamente ignorata” la voce dei sanitari impegnati nell’accompagnamento del fine vita, dei giuristi e delle associazioni, e che l’espressione delle diverse tradizioni di pensiero, in particolare religiose, sia stata “contestata nel suo principio”. La libertà d’espressione, ricorda la Cef, “compresa quella dei culti, è un diritto costituzionale”, tanto più da onorare in quanto la legge condizionerebbe “le convinzioni etiche di numerosi istituti”. Di qui l’interrogativo rivolto ai parlamentari: aprire la via a una legislazione che consentirà “a chiunque di ricorrere all’eutanasia o al suicidio assistito”, oppure impegnare la Francia “sul cammino dell’accompagnamento della vita nella dignità, di tutte le vite e in tutte le loro tappe, fino in fondo”, garantendo l’effettività delle cure palliative. “Da questa scelta dipenderà, in gran parte, il modello futuro della nostra società”, conclude la Presidenza della Cef, che accompagna il comunicato con un videomessaggio di mons. Vincent Jordy, arcivescovo di Tours e vicepresidente della Conferenza.

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