Inclusione sociale. Madonna del Sorbo: un ostello per pellegrini gestito da ragazzi con disabilità

Lungo la Via Francigena, nel cuore del parco del Veio, torna a vivere il santuario della Madonna del Sorbo, grazie a un progetto di inclusione sociale che unisce l’accoglienza dei pellegrini all’inclusione di ragazzi con disabilità

(Foto Associazione diocesana Ets)

Un santuario nel cuore del parco del Veio. Roma nord, tra Formello e Campagnano. Qui, in un’oasi di pace lungo la Via Francigena torna a risplendere di nuova luce il Santuario della Madonna del Sorbo grazie a un progetto che punta a unire l’accoglienza dei pellegrini all’inclusione famiglie e di ragazzi con disabilità. Il tutto grazie all’impegno dell’Associazione diocesana di volontariato Ets e della cooperativa sociale “Il desiderio di Barbiana”.

“Grazie a queste due associazioni – spiega Fabio Bernetti, presidente dell’Associazione diocesana di volontariato Ets – impegnate già in altri progetti per ragazzi con autismo, disagio mentale o deficit psichico, abbiamo potuto partecipare a un bando del comune di Campagnano rivolto agli enti del terzo settore. L’idea nasce dalla volontà di offrire servizi d’inclusione sociale e lavorativa anche in questa zona nella quale non abbiamo ancora attivato servizi a sostegno delle persone fragili delle comunità limitrofe”.

Si tratta del “Progetto Gēr”, dal termine biblico che richiama l’accoglienza dello straniero. Il Santuario della Madonna del Sorbo si trova infatti in una posizione strategica lungo l’antica Via Francigena verso Roma.
“Consiste in un ostello del pellegrino che coniuga spiritualità, accoglienza e inclusione sociale – continua Bernetti –. Offrirà ai pellegrini la possibilità di fermarsi e riflettere, valorizzando il patrimonio storico e naturale del Parco di Veio”.Tra le realtà che sostengono il progetto c’è anche ReCinthia, associazione nata in memoria di Cinzia Fulvi, scomparsa nel settembre 2025. “Chi l’ha conosciuta – racconta Danilo De Angelis, marito di Cinzia e presidente dell’associazione – ricorda la sua particolare attenzione verso le persone più fragili e il desiderio di creare un luogo di accoglienza, sostegno e crescita per le famiglie, senza lasciare indietro nessuno. Oggi quel sogno trova una concreta espressione nel progetto Gēr e nelle attività rivolte ai ragazzi con disabilità e alle loro famiglie”, continua De Angelis.
La struttura è stata pensata per essere sostenibile e accessibile, promuovendo un turismo lento, in cui i ragazzi con disabilità psichica o deficit cognitivi sono gli attori principali di un percorso che li conduce verso l’autonomia e l’integrazione lavorativa.Il progetto è stato inaugurato ad aprile. Intanto, l’Associazione diocesana di volontariato Ets, insieme a ReCinthia e ad altre realtà territoriali del terzo settore, hanno organizzato per domenica 28 giugno un primo appuntamento col fine di rendere operativa la struttura. Una festa dedicata alla famiglia in cui i protagonisti saranno proprio i ragazzi e i loro genitori.

L’evento inizierà alle 16 con la santa messa celebrata dal vescovo di Civita Castellana mons. Marco Salvi. Seguiranno laboratori inclusivi per bambini e ragazzi e una conferenza con i genitori tenuta da Emma Ciccarelli, vicepresidente del Forum delle Associazioni Familiari Nazionale. “Al termine della giornata – conclude Bernetti – è previsto un momento di convivialità per dare spazio alle relazioni  alla possibilità di approfondire la conoscenza reciproca”.

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