Diocesi: mons. Tomasi (Treviso) a Padova, “senza sapienza la tecnica rischia di piegarsi all’interesse e al guadagno di pochi”

(Foto diocesi di Treviso)

“Nel nostro tempo risulta decisivo l’orizzonte sapienziale, senza il quale la storia rischia di diventare il giocattolo esclusivo dell’arbitrio dei potenti, e la tecnica rischia di piegarsi all’interesse e al guadagno di pochi”. Lo ha affermato mons. Michele Tomasi, vescovo di Treviso, nell’omelia pronunciata ieri alla Basilica del Santo a Padova, in occasione del pellegrinaggio della diocesi di Treviso per la festa di sant’Antonio. Il presule ha richiamato la figura del giovane Salomone che non chiede ricchezza o potere ma “un cuore docile”, capace di discernere il bene dal male: un’immagine applicata al dono della sapienza che ha contraddistinto sant’Antonio, primo frate cui Francesco concesse di insegnare teologia. Nel biglietto che Francesco gli indirizzò direttamente, lo chiama “mio vescovo”, riconoscendogli la capacità di mantenere “intatto lo spirito della preghiera e della devozione autentica a Dio”. Mons. Tomasi ha citato la “Magnifica Humanitas” di Leone XIV: “Se la tecnica diventa criterio assoluto, la persona rischia di essere trattata come dato, ingranaggio o merce; se invece è assunta dentro un orizzonte di sapienza, può diventare occasione di crescita, di giustizia e di fraternità”. La predicazione di sant’Antonio, ha ricordato il vescovo, produceva frutti concreti: “riconduceva a pace fraterna i discordi, ridava libertà ai detenuti, faceva restituire ciò che era stato rapito con l’usura o la violenza”. Il pellegrinaggio si inserisce nell’anno dell’ottocentesimo anniversario della morte di san Francesco.

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