“Grandioso” – definiva un amico, quando esso era ancora a metà, il viaggio apostolico di papa Leone XIV in Spagna che sta per concludersi mentre scriviamo. In effetti l’aggettivo riassume bene la consistenza e il peso di questa missione nel cuore della vecchia Europa: se, infatti, il precedente viaggio in Africa, dove il papa aveva toccato ben quattro Paesi, aveva costituito una summa sui temi più pressanti a livello locale e internazionale, ancora più potente e universale è il messaggio che proviene da quest’unico Paese, dove Leone rivolge cinque saluti ufficiali, pronuncia dodici discorsi, propone cinque omelie visitando quattro città: la capitale spagnola Madrid – dove ha incontrato autorità, parlamento, vescovi, giovani, popolo – e quella della regione catalana, Barcellona – dove incontra folle festanti e inaugura la Torre di Gesù Cristo, ultimo pinnacolo che rende, a cent’anni dall’avvio, la cattedrale de La Sagrada Familia la struttura edificata più alta del mondo -, oltre a Las Palmas della Gran Canaria e Santa Cruz di Tenerife – dove il fulcro del messaggio sarà quello della giustizia e dell’accoglienza. Meta principale e motivante lo straordinario viaggio è proprio l’inaugurazione della Torre che porta a compimento l’opera, davvero “grandiosa” anch’essa, del genio professionale e spirituale di Antoni Gaudí che morì a pochi anni dall’inizio dell’impresa, ma lasciando in eredità l’intero suo progetto per le future generazioni che ora sono orgogliose di onorarlo. La presenza di papa Leone, con l’alone dei suoi discorsi lanciati, prima e dopo quell’evento celebrativo di mercoledì, da varie altre tribune, particolarmente simboliche a livello istituzionale, popolare, sportivo, rende questa “missione” commemorativa, legata alla storia dell’architettura ecclesiastica e alla tradizione di un’intera nazione, ma ormai condivisa dagli innumerevoli pellegrini che vi si recano da ogni parte del mondo, ancora più ricca di significato. Tanto che tutte le altre tematiche si può dire convergano nel valore della “persona”, di ogni persona umana, in riferimento all’insegnamento di Cristo, Dio fatto uomo, che in quella torre si intende massimamente venerare. Contro populismi e sovranismi che stravolgono e illudono, contro chiusure preconcette che alzano muri, contro politiche fuorvianti mirate alla gestione del potere, tentate dalla pretesa di assolutezza o schermandosi dietro consensi mutevoli che alterano i diritti basilari alla vita, papa Leone ha ribadito più volte la dignità inviolabile della persona come principio fondamentale da cui partire e da rispettare sempre, in ogni luogo e in ogni tempo, secondo l’insegnamento perenne della Chiesa, di cui fu paladina anche l’antica Università di Salamanca, esplicitamente citata come “maestra” a livello storico-giuridico. La persona ha anche il primato sullo stato: verità ed esigenza che troppi tendono a dimenticare scatenando violenze e guerre con false ragioni di difesa che diventa invece offesa. La “pace” per tutti, persone e popoli, è una “esigenza morale”, imprescindibile, da perseguire e raggiungere con il dialogo e non con le armi. Ancora una stoccata ai piani di riarmo, ritenuti necessari da molti, ma che innegabilmente distolgono dalla vera via da percorrere. Né si può indugiare o indulgere nella crescente mania di delegittimazione o di discredito dell’avversario, che allontana dalla strada della comprensione reciproca e del dialogo. Ultimo, ma sempre presente e collegato, il tema delle migrazioni, perno delle tappe finali del viaggio: accoglienza e integrazione per un fenomeno complesso, ma insieme anche impegno per dare a tutti la possibilità di restare nella propria terra. Non sono mancati sguardi positivi di apprezzamento e di speranza del papa per quella che può essere una nuova primavera, testimoniata dall’entusiasmo gioioso dei giovani e delle folle che l’hanno acclamato: il futuro si presenta problematico, ma, con l’impegno di tutti, o almeno di molti, può generare più bene che male.
Per ogni persona
"Grandioso" - definiva un amico, quando esso era ancora a metà, il viaggio apostolico di papa Leone XIV in Spagna che sta per concludersi mentre scriviamo.