Papa in Spagna: oggi l’inaugurazione della Torre di Gesù, vetta della Sagrada Família nel centenario di Antoni Gaudí

Papa Leone XIV sarà oggi alla Sagrada Família per celebrare la messa e inaugurare la Torre di Gesù, che con i suoi 172,5 metri fa della basilica la chiesa più alta del mondo. Nel centenario della morte di Gaudí, l’evento rende omaggio al Venerabile "architetto di Dio"

Sarà uno degli eventi più solenni della storia recente della basilica la messa che Papa Leone XIV celebrerà oggi alla Sagrada Família di Antoni Gaudí a Barcellona, culminando con l’inaugurazione della Torre di Gesù, completata dall’Agnus Dei di Andrea Mastrovito. Una vetta di 172, 5 metri che ne fanno la più alta chiesa del mondo. Una basilica cuore simbolico del progetto dell’architetto, morto esattamente cento anni fa e oggi venerabile.
Gaudí morì, infatti, il 10 giugno 1926, tre giorni dopo essere stato travolto da un tram. Vestito in modo dimesso, non fu riconosciuto e scambiato per un senza fissa dimora. Venne portato all’Ospedale della Santa Creu, destinato ai poveri. Lì ricevette i sacramenti e si spense pronunciando le parole: “Dio mio, Dio mio!”. Oggi la sua opera continua a crescere come un organismo vivente, fedele alla missione che riteneva affidatagli da Dio. Diceva: “Il mio cliente non ha fretta”. A un secolo dalla morte il suo sogno continua a prendere forma.
L’inaugurazione della sesta torre non è solo un atto liturgico: è il riconoscimento della missione spirituale che Antoni Gaudí ha incarnato e che la Sagrada Família porta avanti. L’opera non è incompiuta: è in cammino…

 

Foto https://sagradafamilia.org/

Gaudí nasce il 25 giugno del 1852, probabilmente a Reus, e fin da giovane mostrò una sensibilità artistica fuori dal comune. Nel 1878, appena divenuto architetto, redasse il “Manoscritto di Reus”, sorprendente per maturità spirituale e chiarezza nella visione dell’architettura religiosa come arte capace di parlare della fede attraverso la bellezza. Già allora emergeva un Gaudí profondamente cristiano, convinto che l’arte fosse un ponte verso Dio.
Nel 1883 accettò la direzione dei lavori della Sagrada Família, che divenne il centro della sua vita. Pur impegnato in altri progetti, tornava sempre lì, dove poteva esprimere pienamente il suo genio e la sua spiritualità. Diviene quasi “la sua casa”. Nel 1894 un digiuno quaresimale eccessivo lo portò vicino alla morte, segnando un punto di svolta: intensificò preghiera, penitenza e vita liturgica. Dopo la morte del padre e della nipote, tra il 1906 e il 1910, si ritirò sempre più in sé stesso, rinunciando a nuovi incarichi per dedicarsi totalmente al tempio. Negli ultimi anni visse in una piccola stanza accanto al cantiere, in uno stile austero, nutrito dalla Bibbia e dal canto gregoriano promosso da san Pio X.
La sua fama di santità crebbe già in vita. Aveva chiesto un addio sobrio, ma Barcellona non trattenne l’affetto: durante il corteo funebre dai balconi piovvero petali. Trentamila persone lo accompagnarono fino alla cripta della Sagrada Família, dove riposa nella cappella della Virgen del Carmen.
Nel 2010 Benedetto XVI consacrò la basilica definendola un “dialogo tra fede e architettura”, e Gaudí “architetto geniale e cristiano coerente”, ricordando le sue parole: “Una chiesa è l’unica cosa degna di rappresentare il sentire di un popolo, poiché la religione è la cosa più elevata nell’uomo”. Giovanni Paolo II, visitando la Basilica disse: “Questo Tempio della Sacra Famiglia è un’opera non ancora terminata, ma riceve solidità da un principio, ricorda e compendia un’altra costruzione fatta con pietre vive: la famiglia cristiana, cellula umana essenziale, dove nascono e crescono incessantemente la fede e l’amore” ed auspicato che la famiglia sia sempre “fra voi autentica ‘Chiesa domestica’, luogo consacrato al dialogo con Dio Padre, scuola per seguire Cristo, attraverso le vie indicate nel Vangelo, fermento di convivenza e di virtù sociali in stretta comunione con lo Spirito che abita nelle vostre anime”.

Foto https://sagradafamilia.org/

L’inaugurazione della nuova torre da parte dell’attuale Pontefice, Leone XIV – il terzo a visitare la Sagrada Família – si inserisce in questa continuità di attenzione papale.Le torri dedicate agli Evangelisti, alla Vergine Maria e a Cristo formano il nucleo simbolico del complesso: non semplici elementi architettonici, ma preghiere verticali che guidano lo sguardo verso l’alto. Ogni torre è un segno, un invito a leggere il cielo attraverso la pietra.
Mentre il cantiere continua a pulsare come un organismo in crescita, ogni blocco posato oggi è un frammento dell’intuizione originaria di Gaudí, un inno alla gloria divina.
In questi giorni escono anche due nuove biografie “Antoni Gaudí. Vita e opera” di Armand Puig i Tàrrech (San Paolo) e “Gaudí vivo” di Chiara Curti (Ares), per conoscere meglio per conoscere questa figura che si avvia alla beatificazione: l’“architetto di Dio”, che ripeteva: “Per fare bene le cose c’è bisogno prima dell’amore e solo dopo della tecnica”.

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