E’ salito ad almeno 32 morti e oltre 100 feriti in diverse province di Mindanao il bilancio assolutamente provvisorio del terremoto avvenuto nelle Filippine alle 7.37 del mattino (ore locali) al largo di Sarangani. Il terremoto ha interrotto l’erogazione di energia elettrica in molte zone, distruggendo case, infrastrutture, strade e alcune chiese. Il cardinale José Advincula di Manila ha espresso profonda solidarietà alle vittime della regione, offrendo preghiere e assicurando il continuo sostegno della Chiesa mentre le comunità iniziano gli sforzi di ricostruzione. “Con profondo dolore, mi unisco ai nostri fratelli e sorelle di General Santos City e delle comunità circostanti colpite dal recente terremoto”, ha affermato in un messaggio trasmesso da Radio Veritas. Advincula ha esortato i fedeli e le persone di buona volontà a fornire assistenza alle famiglie in difficoltà a causa del disastro, sottolineando la responsabilità condivisa nei momenti di crisi. “In questi momenti difficili, possiamo trarre forza dalla nostra fede e dalla solidarietà reciproca”, ha affermato. “Incoraggio inoltre tutte le persone di buona volontà a offrire tutto l’aiuto possibile a chi ne ha bisogno”. Il cardinale ha anche pregato per la sicurezza delle famiglie sfollate e per i soccorritori e le autorità locali impegnate nelle operazioni di soccorso e recupero. Anche l’arcivescovo Alberto Uy di Cebu ha invitato i fedeli a unirsi in preghiera per le persone colpite dal terremoto, sollecitando un sostegno spirituale oltre all’intervento umanitario.
Domani un gruppo del Social Action della diocesi di Digos, città dell’isola di Mindanao che si trova a pochi chilometri dalla città di General Santos fortemente colpita dalle scosse di terremoto, si recherà sul posto per fare le prime verifiche e il “punto” della situazione. Bartolome P. Ostia, del focolare di Davao – Mindanao, è insegnante e si trovava a scuola al momento del terremoto. Proprio oggi, lunedì 8 giugno, nelle Filippine ricominciavano le lezioni. Per fortuna, i suoi ragazzi erano radunati fuori in Assemblea quando c’è stata la prima scossa. “Eravamo molto spaventati perché il terremoto è stato molto forte. Ho sentito addirittura alcuni ragazzi pregare”, racconta Bartolome. Le scuole comunque sono attrezzate a questo tipo di eventi e gli studenti praticano periodicamente esercitazioni antisismiche. Oggi e domani, tutti gli uffici e le scuole sono chiusi. Rimangono ovviamente aperti i servizi di primo soccorso come ospedali e pubblica sicurezza.
Comincia ora la difficile conta dei danni. Sui siti social, la Conferenza episcopale delle Filippine sta aggiornando la situazione via via che arrivano le notizie. La chiesa parrocchiale della Santa Croce a Barangay Calumpang, General Santos City, ha subito ingenti danni. Immagini e video condivisi da CBCP News mostrano danni strutturali visibili alla chiesa dopo la forte scossa. Le autorità continuano a valutare l’entità dei danni, poiché non si escludono scosse di assestamento.
Danni visibili anche alla chiesa parrocchiale di Santa Teresita a Tupi, South Cotabato, e al santuario della Divina Misericordia a Lake Sebu, South Cotabato. I responsabili del santuario hanno temporaneamente chiuso il luogo di pellegrinaggio a causa dei danni causati dal terremoto e delle continue scosse di assestamento.

Un appello via social è stato rilanciato dalla Conferenza dei superiori maggiori delle Filippine (Cmsp). “Un potente terremoto di magnitudo 7.0 ha scosso alcune zone di Mindanao, lasciando molte comunità nella paura e nell’incertezza. In questo momento difficile, uniamoci in preghiera per la sicurezza, la protezione e la guarigione di tutti coloro che sono stati colpiti. Che il Signore dia forza ai soccorritori, conforti le famiglie sfollate e conceda saggezza ai leader e ai soccorritori mentre forniscono aiuto e assistenza. Mostriamo solidarietà ai nostri fratelli e sorelle di Mindanao, non solo con le nostre preghiere, ma anche con atti di compassione e sostegno. Vi preghiamo di includere Mindanao nelle vostre preghiere oggi”.


