Striscia di Gaza. Caritas Jerusalem: oltre 70.000 infezioni. L’infestazione di roditori diventa emergenza sanitaria

Nella Striscia di Gaza cresce l’allarme per la diffusione di malattie legate a una massiccia infestazione di roditori, favorita da distruzione, sovraffollamento e collasso dei servizi igienici. Un medico di Caritas Jerusalem denuncia carenze gravi di cure e diagnostica e l’urgenza di interventi immediati, legati anche a cessate il fuoco e ricostruzione

(Foto Trocaire, Caritas Ireland)

Nel mezzo della persistente crisi umanitaria nella Striscia di Gaza, sta emergendo una nuova grave emergenza sanitaria: una massiccia infestazione di roditori che sta favorendo la diffusione di malattie. Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), oltre 70.000 casi di infezioni da ectoparassiti e malattie trasmesse da roditori sono stati registrati dall’inizio del 2026. L’aumento è legato alle condizioni di sovraffollamento, alla distruzione diffusa e al collasso dei sistemi igienico‑sanitari. A raccontarlo è un medico di Caritas Jerusalem impegnato sul campo a Gaza, che ha chiesto di restare anonimo per ragioni di sicurezza. L’intervista è stata rilanciata oggi da Caritas Internationalis.

Casi in aumento ogni notte. Il medico ricostruisce uno degli episodi più recenti, quello un uomo di 35 anni, morso al dito da un ratto mentre dormiva in un edificio parzialmente distrutto, circondato da macerie e rifiuti. “Il paziente è stato trattato con pulizia della ferita, antibiotici e profilassi antitetanica e terapia antibiotica orale”, spiega, sottolineando come episodi simili siano ormai in crescita. Secondo fonti ospedaliere, circa 10 persone con morsi di roditori arrivano ogni notte nei pronto soccorso. Se da un lato le cure di base sono ancora possibili, “pulizia delle ferite, antibiotici e profilassi antitetanica”, dall’altro, complici le gravi carenze nel sistema sanitario, “circa il 50% dei materiali essenziali alle cure non è disponibile, così il personale sanitario opera in condizioni estremamente difficili. La gestione dei casi più complessi è invece problematica. Ribadisce il medico: “A Gaza non sono disponibili né il siero né il vaccino antirabbico. Le capacità diagnostiche sono gravemente compromesse, a causa della mancanza di reagenti e attrezzature di laboratorio e di macchine Pcr”. Di conseguenza, i medici devono basarsi solo sui segni clinici, senza poter confermare infezioni pericolose come leptospirosi, hantavirus o malattie da rickettsie.

Rischi crescenti per la popolazione. L’infestazione rappresenta un pericolo ben oltre i morsi. I ratti, spiega il dottore, “rosicchiano le tende, contaminano il cibo e alimentano una diffusa paura, soprattutto tra le famiglie sfollate che vivono in campi o rifugi temporanei. Le famiglie, e in particolare i bambini, hanno paura di dormire durante la notte. I sanitari sospettano un aumento delle infezioni trasmesse dai roditori, ma la portata reale del fenomeno resta incerta a causa della mancanza di strumenti diagnostici”.

Misure urgenti necessarie. “Per contenere l’emergenza, serviranno interventi immediati e coordinati” aggiunge il medico e agire subito sull’igiene ambientale: “La rimozione delle macerie e smaltimento dei rifiuti, il ripristino del sistema fognario e l’accesso all’acqua potabile, la distribuzione di rodenticidi e strumenti per il controllo dei parassiti, la messa in sicurezza delle abitazioni. Le case devono essere pulite e disinfettate accuratamente e bisogna sigillare ogni possibile accesso per topi e ratti”. Tutto questo è possibile solo con un vero cessate il fuoco e una vera ricostruzione, “elementi indispensabili per affrontare le cause profonde della crisi. La ricostruzione – sottolinea – dovrà riguardare non solo le infrastrutture, ma anche la salute ambientale: gestione dei rifiuti, reti idriche, un impianto di desalinizzazione per garantire acqua sicura e sistemi di controllo dei parassiti”. Allo stesso tempo, rimarca, “è urgente ricostruire il sistema sanitario di Gaza, ripristinando ospedali e laboratori, rafforzando il personale e recuperando le capacità diagnostiche. Tutto questo non è opzionale. Sono le basi di un sistema sanitario funzionante. Senza questi interventi, continueremo a vedere morti evitabili”. E guardando al futuro non manca un cenno alla speranza: “il ripristino dell’istruzione e la resilienza dei giovani di Gaza. Sono loro il futuro e meritano di averne uno”.

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