Un progetto “ambizioso” per “contribuire a eliminare la povertà e promuovere i diritti delle persone con disabilità in tutta l’Unione europea”. Così la Commissione ha presentato di recente un “pacchetto” che comprende la prima strategia Ue contro la povertà, una proposta di raccomandazione del Consiglio sulla lotta contro l’esclusione abitativa, e due comunicazioni: una sull’interruzione del ciclo della povertà infantile, l’altra sul rafforzamento dei diritti delle persone con disabilità con un orizzonte temporale fino al 2030.
In realtà interventi in questi delicati e importanti settori della politica e della società competono prioritariamente agli Stati nazionali, ma l’Ue può intervenire a sostenere, integrare e correlare tra loro gli interventi dei 27 Paesi aderenti.
“L’Ue sta affrontando almeno tre sfide urgenti: una crisi abitativa (la mancanza di alloggi a prezzi accessibili è considerata un problema immediato e urgente dal 40% dei cittadini e 1 milione di persone è senza fissa dimora); ostacoli alla partecipazione a un mercato del lavoro in rapida evoluzione; la povertà, che colpisce 1 europeo su 5 e 1 bambino su 4”, è stato spiegato a Bruxelles. Inoltre, molte persone vulnerabili dal punto di vista socioeconomico sono anche esposte alla discriminazione e alla stigmatizzazione.
“Occorre fare di più per garantire la salvaguardia dei diritti. La povertà e l’esclusione sono sfide che possiamo e dobbiamo superare”, ha sottolineato Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea. “Stiamo adottando misure decisive con una garanzia rafforzata per l’infanzia, una migliore prevenzione della condizione delle persone senzatetto e la piena inclusione delle persone con disabilità. Dignità, opportunità e uguaglianza. Si tratta di valori fondamentali nell’Europa che stiamo costruendo”.
In sostanza, valorizzando quanto avviene in sede nazionale, coordinando una serie di interventi e investendo una piccola parte di bilancio comunitario, si intende anzitutto concretizzare un “approccio globale per eliminare la povertà”. Tre le priorità: posti di lavoro di qualità per tutti, “in quanto l’occupazione di qualità è la prima via d’uscita dalla povertà per coloro che possono lavorare; un accesso effettivo a servizi di qualità e un adeguato sostegno al reddito; e un’azione coordinata contro la povertà”.
Non tutto è chiaro della “strategia” (anche perché contiene voci assai diverse), questo va detto: ma essa elenca una serie di azioni chiave per conseguire priorità espresse a voce. Per spezzare il circolo vizioso della povertà a tutte le età, la Commissione consulterà, ad esempio, le parti sociali su un possibile nuovo strumento giuridico per integrare le persone escluse dal mercato del lavoro. La strategia definisce inoltre le modalità per sostenere gli anziani attraverso pensioni adeguate. Sottolinea inoltre la necessità di unire le forze con i governi nazionali, regionali e locali, le imprese e la società civile per combattere la povertà, anche istituendo una “coalizione contro la povertà” entro la fine dell’anno e un nuovo dialogo strutturato per consultare le persone che vivono in condizioni di povertà sulle politiche pertinenti.
Interventi specifici sono previsti in relazione alla povertà infantile, alla lotta contro l’esclusione abitativa, l’inclusione delle persone con disabilità (sono, sempre secondo la Commissione, 90 milioni le persone nell’Ue che fanno i conti con qualche forma di disabilità o di impedimento alla vita sociale, economica e relazionale).
Roxana Mînzatu (nella foto), commissaria per i diritti sociali, ha voluto specificare: “L’Europa è sempre stata definita non solo dalla sua forza economica, ma anche dal suo modello sociale e dalla sua solidarietà. Nei prossimi anni questi valori saranno messi alla prova e la nostra risposta formerà non solo le nostre economie, ma anche la fiducia che i cittadini ripongono in Europa. Per questo motivo la strategia contro la povertà, la prima nel suo genere, è fondamentale per il nostro futuro: con politiche forti in tutti gli Stati membri, deve contribuire a evitare che le persone cadano in povertà e accelerare l’azione a sostegno delle persone già colpite da povertà ed esclusione sociale”.
A sua volta Hadja Lahbib, commissaria per la parità, ha sottolineato: “La disabilità può toccare chiunque di noi, in qualsiasi momento della nostra vita: alla nascita, attraverso un incidente o con l’età. I diritti delle persone con disabilità riguardano tutti noi e il tipo di società che scegliamo di costruire. È giunto il momento di intensificare gli sforzi per garantire che i diritti non siano solo riconosciuti, ma siano realmente sperimentati nella vita quotidiana delle persone”.
Giuste intuizioni, principi solidi: ora si tratta di dar loro vera e urgente realizzazione.

